Al di là dei nomi e degli equilibri politici che porteranno alla nascita di un nuovo Governo, il WWF auspica che questo dedichi la massima attenzione a gettare le basi per un programma che veda nella transizione ambientale ed equa il fulcro delle scelte politiche. Serve poi un “tavolo per la giusta transizione” presso la Presidenza del Consiglio.

Questo, in sintesi, il messaggio che il WWF ha lanciato alla politica con una nota stampa diffusa ieri, 29 agosto.

“In questi anni – scrive l’associazione ambientalista – abbiamo assistito all’accelerazione della crisi climatica in tutto il mondo, anche il nostro Paese è stato colpito da fenomeni estremi, dalle alluvioni alle tempeste e forti ondate di calore.”

“Non meno allarmanti” la fusione dei ghiacci, la deforestazione, il consumo, il dissesto e la desertificazione del suolo, il depauperamento estremo della biodiversità e delle risorse naturali che “sta mettendo in crisi gli ecosistemi e minando le basi stesse delle società e delle economie umane”.

Anche in Italia, prosegue il WWF, “c’è una vera e propria emergenza inquinamento sottaciuta e sottostimata. Sono questioni che devono ricevere la massima attenzione nei luoghi delle decisioni politiche, a livello multilaterale, europeo e nazionale, ma che indicano anche la strada possibile di una nuova prosperità che deve nascere dall’individuare soluzioni radicali, sinergiche e sistemiche, a partire dalla decarbonizzazione e dall’uso efficiente e attento delle risorse, integrando gli aspetti ambientali con quelli sociali ed economici.”

“È in corso una rivoluzione energetica e industriale di enorme portata: invece di limitarsi a versare lacrime di coccodrillo sulle possibili conseguenze negative, occorre prevenirle operando per massimizzare e accelerare i vantaggi sociali e ambientali”, si auspica.

Per questo, come anticipato, il WWF propone “anche in collegamento con la Cabina di Regia Benessere Italia,  l’immediata creazione di un Tavolo per la giusta transizione presso la Presidenza del Consiglio, tavolo che deve coinvolgere tutti gli stakeholders per raccogliere le diverse istanze, ma soprattutto creare una visione generale del ruolo e delle prospettive dell’Italia nell’economia sostenibile del futuro.”

Per l’associazione, “da un approccio sistemico e da vere e coraggiose scelte di fondo possono poi scaturire le necessarie scelte settoriali che non solo renderanno gli investimenti di cui si parla davvero produttivi, ma favoriranno anche gli investimenti esteri verso il nostro Paese.”

Summit sulla crisi climatica

Il 23 settembre, il futuro Presidente del Consiglio italiano andrà al Summit del Segretario generale delle Nazioni Uniti sulla Crisi Climatica e all’Assemblea Generale ONU  in quella sede – aggiunge l’associazione – “dovrà dire come, nel quadro nazionale ed europeo, il nostro Paese vuole davvero contribuire a fermare il surriscaldamento globale, limitando a 1,5 gradi centigradi, attraverso una rapida decarbonizzazione, e come vuole contribuire a fermare la perdita di biodiversità e di capacità rigenerativa degli ecosistemi terrestri con un Global Deal for Nature and People.”

“Ci aspettiamo non promesse, ma una vera tabella di marcia che preveda, tra l’altro, l’adeguamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030, coerentemente con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica netta (ben) prima della metà del secolo”.

Le proposte del WWF

Il WWF ricorda, infine, le proposte avanzate in sede di discussione del Piano Energia e Clima (l’iter per l’approvazione definitiva va completato quest’anno, ottima occasione per allineare le politiche) che vanno dall’introduzione di un prezzo minimo (carbon floor price) del carbonio per l’ETS e una carbon tax per i settori non coperti dallo schema europeo alle politiche fiscali tese a favorire l’affermazione delle tecnologie a carbonio zero, anche dal lato del consumo.