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Stop al carbone, più rinnovabili ma uscita più lenta dall’atomo: il piano della Francia

Il nuovo piano pluriennale dell’energia francese, Programmation Pluriannuelle de l’Énergie, documento di sintesi allegato in basso, presentato ieri.

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Un progressivo aumento delle rinnovabili, l’abbandono del carbone in tempi brevi ma anche un rallentamento nella riduzione del ruolo del nucleare. E poi efficienza energetica e bando alla vendita di veicoli con motori a combustione interna, entro il 2040.

Il nuovo piano pluriennale dell’energia francese (PPE, Programmation Pluriannuelle de l’Énergie, documento di sintesi allegato in basso), presentato ieri, conferma le anticipazioni che avevamo diffuso la settimana scorsa.

La Francia infatti farà slittare di 10 anni, da 2025 al 2035, il calo, dall’attuale 75 al 50%, dell’atomo nel mix elettrico, mentre conferma l’abbandono del carbone entro il 2022 e accelera sulle rinnovabili, che dovranno coprire il 40% della domanda elettrica nel 2030 e il 45% nel 2035.

Sul nucleare, la PPE prevede la graduale chiusura di 14 reattori da 900 MW a partire dall’estate 2020, quando saranno fermate definitivamente le due unità di Fessenheim. Al 2030 saranno chiusi altri 4-6 reattori e i restanti 6-8 nei 5 anni successivi: sarà Edf decidere quali.

Sulle rinnovabili, il piano, come detto,  punta al 40% per il 2030 per l’elettrico, mentre sul termico si punta al 38% del consumo finale di calore, per i carburanti 15% e il 10% del consumo di gas devono essere di origine rinnovabile.

In quanto a Fer elettriche la Francia dovrà passare dai 48,6 GW di fine 2017 a 74 GW nel 2023 e a 102-113 GW nel 2030. In dettaglio, gli obiettivi al 2023 e 2030 sono rispettivamente 24,6 GW e 34,1-35,6 GW per l’eolico su terraferma, 2,4 e 4,7-5,2 GW per l’eolico offshore, 20,6 e 35,6-44,5 GW per il fotovoltaico e 25,7 e 26,4-26,7 GW per l’idroelettrico.

Gli incentivi saliranno dagli attuali 5 miliardi di euro l’anno a 7-8 mld €/anno.

Calerà invece di un terzo, al 2028, il contributo delle fonti fossili: se nel 2017 era pari a 1.412 TWh, dovrà calare a 940 TWh.

In dettaglio, la produzione da carbone in 10 anni dovrebbe diminuire dell’80% rispetto al 2012 per raggiungere 27 TWh nel 2028 e le ultime 4 centrali dovranno essere spente nel 2022. I prodotti petroliferi, sempre entro il 20208, dovrebbero scendere del 35% rispetto al 2012 per raggiungere 565 TWh e il gas naturale dovrebbe calare del 19% rispetto al 2012, a 349 TWh.

Il piano traccia poi un percorso di efficienza energetica in tutti i settori, che rispetto all’anno base 2012 porteranno a una riduzione dei consumi finali del 7% al 2023 e del 14% al 2028.

Per quanto riguarda i trasporti, la PPE punta per il 2040, per i veicoli non commerciali, ad avere in vendita solo quelli a emissioni zero, mentre già nel 2030 le vetture nuove dovranno vantare consumi inferiori a 4 litri/100 km e nel 2028 dovranno circolare 4,8 milioni di veicoli elettrici.

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