La sfida climatica può contare sulle rinnovabili, visto che il nucleare arranca

Perché triplicare la quota di rinnovabili al 2030 è una sfida ambiziosa ma fattibile, mentre triplicare la potenza nucleare al 2050 sembra assolutamente fuori portata?

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Di fronte all’emergenza climatica, con un 2023 che ha registrato il record di temperatura, occorre aumentare gli sforzi per ridurre le emissioni con politiche molto più incisive e con cambiamenti degli stili di vita.

Un notevole contributo verrà dalle tecnologie green e le crescite esponenziali del fotovoltaico e della mobilità elettrica nel mondo sono dei segnali rassicuranti.

Come abbiamo già visto su QualEnergia.it, secondo l’ultimo rapporto della IEA la potenza elettrica verde nel mondo è cresciuta del 50% nel 2023, raggiungendo 510 GW, con la parte del leone rappresentata dal solare fotovoltaico che ha coperto tre quarti degli incrementi mondiali di questa tecnologia, trainato dalla la Cina.

Alla COP28 è passata la proposta di triplicare le rinnovabili entro il 2030. Si tratterebbe di aumentare la potenza globale di energia rinnovabile a 11.000 GW entro la fine del decennio, rispetto ai 3.400 GW del 2022. Una sfida ambiziosa, ma secondo molte istituzioni il traguardo è raggiungibile.

La delusione nucleare

Malgrado le grandi aspettative, i risultati sul versante dell’atomo sono invece molto magri.

Lo scorso anno, a fronte di un incremento di oltre 500 nuovi GW rinnovabili, la potenza nucleare ha visto 3,6 GW di nuovi impianti, ma anche 6 GW di reattori chiusi, quindi con un bilancio annuale netto negativo.

Per capire le dinamiche in atto è interessante valutare l’evoluzione della quota di elettricità generata da nucleare e da rinnovabili.

Come si vede nel grafico la percentuale di elettricità nucleare è in calo da una trentina di anni ed è ormai sotto il 10% della domanda mondiale. Mentre il solo fotovoltaico copre ormai una quota pari alla metà di quella del nucleare e sole e vento insieme viaggiano sul 13% (scherzosamente il fondatore di Bloomberg NEF, Michael Liebreich, cita il FV come derivato dai fenomeni di fusione dei nuclei di idrogeno che avvengono nel sole). Secondo la IEA nel 2028 copriranno un quarto della domanda elettrica mondiale.

Dall’inizio della costruzione della centrale di Hinkley Point C nel Regno Unito nel 2019 fino alla metà del 2023 sono iniziati i lavori di costruzione di 28 reattori nucleari in tutto il mondo. Di questi, 17 in Cina e gli altri 11 realizzati dall’industria nucleare russa in vari paesi.

C’è sicuramente una grande attenzione sui piccoli reattori modulari, gli SMR, ma anche su questo fronte la strada è in salita, come dimostra il momentaneo stop ad una delle soluzioni più avanzate, l’impianto della statunitense NuScale per lo Utah Associates Municipal Power System. La società aveva promesso nel 2008 che avrebbe iniziato a produrre energia entro il 2015, ma oggi si è ancora lontani dall’inizio della costruzione di un singolo reattore.

Grandi aspettative sul nucleare vengono dalla Cina che, in effetti, ha 55 reattori in funzione e 21 in costruzione. I risultati del 2023 non sono però stati entusiasmanti: sono stati inaugurati appena 1,2 GW. Al contempo notevoli sono i successi di eolico e solare che lo scorso anno insieme hanno aggiunto una potenza di 278 GW.

Anche considerando più correttamente la generazione di elettricità, vediamo che il nuovo nucleare produrrà circa 7 TWh nel 2023, mentre eolico e solare insieme contribuiranno con circa 427 TWh all’anno, cioè oltre 60 volte la quantità della nuova elettricità atomica.

Nel complesso dal nucleare viene il 5% dell’elettricità cinese contro il 14% da impianti solari ed eolici, a cui si può aggiungere il 18% proveniente dall’idroelettrico.

Rinnovabili, la strada più efficace

Vista la gravità dell’emergenza climatica è sempre più urgente una rapida decarbonizzazione delle economie. Per quanto riguarda la generazione elettrica non c’è dubbio che sotto il punto di vista dei tempi e dei costi le fonti rinnovabili abbinate a sistemi di accumulo di lunga durata rappresentano la soluzione migliore.

Alla COP28 di dicembre a Dubai 22 paesi si sono impegnati anche a triplicare la capacità globale di energia nucleare del 2020 entro il 2050.

Ma mentre triplicare la quota di rinnovabili al 2030 è una sfida decisamente fattibile, l’obbiettivo del nucleare sembra assolutamente fuori portata.

Ricordiamo che negli ultimi vent’anni sono stati messi in funzione 103 nuovi reattori nucleari. Ma contemporaneamente 110 sono stati chiusi. Anche nel medio-lungo periodo il saldo è negativo.

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