I prezzi del pellet sono scesi in modo significativo rispetto all’inizio della scorsa stagione termica.

Lo avevamo già registrato a gennaio 2023, quando iniziava una lenta discesa dopo che ad agosto-ottobre 2022 un sacchetto da 15 kg era arrivato a costare al pubblico anche 11-13 euro, praticamente un raddoppio in pochi mesi.

Aiel, l’associazione di settore, ha diffuso le rilevazioni di prezzo di aprile 2023 che riportano il combustibile legnoso ad un prezzo molto più conveniente.

Secondo i dati raccolti ad aprile 2023 dalle aziende associate al Gruppo Pellet ENplus® di Aiel e dagli operatori della grande distribuzione, il prezzo medio nazionale è ora di 6,19 €/sacco, superiore di 0,4 € rispetto ad aprile 2022.

A livello territoriale, le quotazioni più basse si registrano nelle regioni del Nord Est, con una media di 6,04 €/sacco, mentre le isole pagano il prezzo medio più alto (7,27 €/sacco) a causa dei maggiori costi di trasporto e logistica.

Secondo le rilevazioni di QualEnergia.it, almeno in Italia centrale, il prezzo del pellet di qualità (Enplus A1) al consumatore nel mese di aprile si aggirava intorno a 6,5 €/sacco. Un forte calo c’è stato, ma ad esempio rispetto ai prezzi di agosto-settembre 2021, che oscillavano tra 4,8 e 5,1 €, l’incremento è di quasi il 30%.

Sempre per l’Italia centrale, per i nuovi arrivi di materiale del mese di maggio-giugno si parla già di un leggero aumento di almeno il 5-6% (6,8-7 €).

Secondo quanto segnalato dall’associazione, il prezzo sarebbe quindi tornato a livelli solo leggermente superiori a quelli registrati nella primavera del 2022, prima dell’impennata, con una media sul territorio italiano di 10,5 €/sacco all’inizio della scorsa stagione termica, per poi calare a circa 9,2 €/sacco a gennaio 2023.

Aiel torna a consigliare di pianificare in anticipo l’acquisto del pellet, preferendo il periodo prestagionale (QualEnergia.it “Tecnologie per l’energia da biomassa e mercato pellet, una fotografia da “Italia Legno Energia”). Il mercato cosiddetto “prestagionale”, aprile-agosto, è infatti il più competitivo nell’arco dell’anno, anche se si prevede che gli aumenti previsti durante la stagione termica non dovrebbero registrare andamenti assimilabili a quelli dell’anno scorso, a meno di un nuovo shock energetico.

Le ragioni del picco dei prezzi nella stagione termica 2022-2023

Secondo Aiel, questa fase calda per i prezzi del pellet era legata a diversi fattori, tra cui l’interruzione dell’approvvigionamento da Russia, Bielorussia e Ucraina – legato all’acuirsi del conflitto russo-ucraino – che ha creato in Europa una carenza complessiva stimata in circa 3 milioni di tonnellate di pellet (QualEnergia.it Perché il prezzo del pellet è raddoppiato?”).

Ma non solo. Per guardare dalla giusta prospettiva a questo fenomeno Aiel invitava a considerare la competizione del settore industriale: le grandi centrali nord-europee per la produzione elettrica e cogenerazione, soprattutto in Gran Bretagna, Belgio, Danimarca e Olanda, lo scorso anno hanno fatto richiesta di ingenti quantitativi di biomasse, più convenienti rispetto alle fonti fossili.

Tuttavia un aumento di oltre il 100% del prezzo nell’arco di pochi mesi non può trascurare il fatto che siamo costretti a importare circa l’80% del pellet che consumiamo (circa 3,5 milioni di tonnellate/anno), vista la scarsa produzione interna, con i conseguenti fenomeni speculativi, esterni e interni.

Cos’è cambiato quindi a distanza di un anno per riportare i prezzi vicini ai livelli pre-picco? Uno dei fattori favorevoli è la riduzione dell’Iva dal 22 al 10%, ottenuta grazie anche a un emendamento proposto da Aiel e inserito nella Legge di Bilancio 2023.

Prezzo della legna da ardere ad aprile 2023

Diverso il discorso quando si parla di legna da ardere. I dati Aiel evidenziano un aumento del prezzo rispetto all’anno precedente, variabile in base al confezionamento (bancali o sfusa) e al grado di stagionatura (o contenuto idrico) che determina la classe di qualità di questo biocombustibile.

Il prezzo rilevato ad aprile della legna da ardere con contenuto idrico (M) di 20-25 (quella più secca e con una maggiore efficienza energetica) è di 223 €/t (+53 €/t rispetto ad aprile 2022), mentre quella con contenuto idrico a 30-35 costa 153 €/t (+21 € rispetto al 2022).

La legna con contenuto idrico pari a 40-50 costa in media 139 €/t (+8 € rispetto al 2022). È importante ricordare che quando si acquista legna più umida, cioè con un contenuto idrico superiore a 20-25, è necessario lasciarla stagionare il tempo necessario a raggiungere lo stesso contenuto idrico della legna secca (20-25).

Solo con la stagionatura è possibile limitare l’emissione di polveri sottili, notevolmente maggiore quando si utilizza legna umida, migliorare l’efficienza energetica dell’apparecchio e di conseguenza limitare i consumi.