Rinnovabili, idrogeno e stop a diesel e benzina entro il 2025, la proposta di legge popolare

Efficienza, elettrificazione, carbon tax, trasporti puliti: ecco come l’Italia potrebbe puntare al 100% di rinnovabili nel testo redatto da Anci e Fondazione H2U.

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Per abbandonare definitivamente i combustibili fossili bisogna investire, anche, sull’idrogeno: l’utilizzo di questo vettore energetico sta tornando al centro del dibattito su come arrivare al 100% di fonti rinnovabili in Europa verso la metà di questo secolo (vedi QualEnergia.it).

E l’Italia punta a dire la sua con una proposta di legge d’iniziativa popolare appena presentata al Senato, redatta in collaborazione dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dalla Fondazione H2U The Hydrogen University.

Una proposta sulla transizione energetica italiana che, tra le altre cose (si parla più in generale di misure per favorire l’efficienza energetica, l’elettrificazione dei consumi e l’autoconsumo collettivo di elettricità, senza dimenticare l’idea di una carbon tax da 100 euro/tonnellata di anidride carbonica nel 2030), propone un Piano Nazionale Idrogeno da finanziare con 100 milioni di euro per i primi tre anni.

L’obiettivo è sviluppare le infrastrutture per l’idrogeno, soprattutto le stazioni di rifornimento, e così promuovere la mobilità con veicoli alimentati da celle a combustibile (fuel cell).

E si propone anche di vietare le immatricolazioni di auto con motori a combustione interna dal 2025.

La legge, quindi, vorrebbe realizzare un mix energetico totalmente “pulito” in tutti i settori, trasporti compresi, ispirandosi in particolare alla legge francese sulla transizione energetica del 2015 (vedi qui gli aggiornamenti per quanto riguarda la Francia) e alla legge SB-100 della California, firmata lo scorso settembre dal governatore Jerry Brown, che prevede di raggiungere il 100% di elettricità a zero emissioni entro il 2045.

Ricordiamo, poi, che l’idrogeno è un ingrediente che l’Italia ha inserito nella sua ricetta per i trasporti “verdi” nel Piano per l’energia e il clima (PNIEC) trasmesso nelle scorse settimane a Bruxelles; inoltre, in questi mesi, il governo italiano ha fatto diverse aperture all’uso su più vasta scala dell’idrogeno prodotto con fonti rinnovabili come soluzione per diminuire le emissioni inquinanti nei trasporti e per stoccare il surplus elettrico dei parchi eolici e solari (vedi QualEnergia.it).

Intanto, in un’interrogazione presentata al ministro dei Trasporti, Raffaella Paita (Pd) ha chiesto al governo quali iniziative e investimenti intenda promuovere per realizzare un numero adeguato di stazioni di rifornimento per l’idrogeno entro il 2025, soprattutto lungo la rete autostradale, come previsto dalla direttiva europea Dafi sui carburanti alternativi.

Nella risposta, il sottosegretario al ministero dei Trasporti, Michele Dell’Orco, ha ricordato, in particolare, i 19 progetti con partecipazione italiana, cofinanziati da Bruxelles, che riguardano le infrastrutture dedicate ai carburanti alternativi, di cui uno, denominato “Mehrlin”, si concentra sui nuovi modelli per il rifornimento di veicoli con l’idrogeno.

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