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Agli Stati Generali della green economy un ministro del secolo scorso

Gli Stati generali della green economy tenutisi a Ecomondo, a Rimini, mostrano un'Italia convinta che l'economia verde sia la via maestra per uscire dalla crisi. Ma c'è stata una nota stonata: Flavio Zanonanto, un ministro dello Sviluppo Economico scettico e passatista che ha chiuso l'incontro con un intervento sconcertante per i molti presenti.

Ecomondo e Key Energy sono ancora in corso a Rimini, ma si può già senz'altro commentare la conferma del successo di una delle poche fiere che regge in questo periodo di crisi. Un successo in termini di presenze e vitalità che a sua volta conferma come la green economy possa davvero essere, se supportata e non ostacolata, la spina dorsale di quella ripresa economica di cui tutti parlano, ma per la quale in pochi fanno le cose utili a renderla possibile.

E dentro questo successo un ruolo fondamentale lo hanno svolto gli Stati generali della green economy organizzati dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi. Anche qui straordinaria la partecipazione che ha concluso un lungo percorso di elaborazione (originale anche nel metodo) delle associazioni di imprese che hanno dato vita al Consiglio nazionale della green economy e il cui frutto sono le 10 proposte del dibattito.

Però ... sì, di fronte al bel successo di questi giorni riminesi si delinea un gigantesco "però" che ha le sembianze dell'attuale ministro dello Sviluppo Economico. La vitalità delle imprese della green economy è una condizione necessaria per pensare a una ripresa dell'economia, a maggiori opportunità di lavoro, a un futuro più pulito. Ma non è sufficiente. Serve anche una politica in grado di fare le regole giuste affinché quella vitalità si possa dispiegare in tutta la sua forza e non trovi invece continuamente ostacoli. E qui stiamo ancora molto distanti.

C'è infatti un solo aggettivo per commentare l'intervento con cui Zanonato ha concluso gli Stati generali della green economy: sconcertante.

Per citarne solo alcuni passaggi, il ministro ha affermato che "se non ripartono crescita e sviluppo altre ipotesi di uscita dalla crisi sono non realistiche; suggestive, ma non realistiche" e ha ripescato a piene mani nel repertorio dei conservatori del mondo dell'energia che ben conosciamo: parlando dell'elevato costo dell’energia, sminuendo il ruolo delle rinnovabili, che “pesano nella soddisfazione della richiesta di nazionale per 'appena' 92 terawattora su circa 300 di fabbisogno”, mettendo l'accento sul fatto che l'aiuto ai settori low carbon deve essere cost-effective. Unica preoccupazione di Zanonato sembra essere il costo elevato delle bollette elettriche. Problema rilevante per carità, come più volte affermato anche su QualEnergia.it, ma che questo ministro imputa alle rinnovabili e solo alle rinnovabili.

Parole talmente lontane dagli argomenti trattati da vanificare la buona impressione che aveva lasciato il ministro dell'Ambiente Orlando il giorno prima. Sembra di essere come spesso è avvenuto in presenza di buone intenzioni espresse da chi siede al ministero dell'Ambiente che poi non trovano sostanza nelle politiche di governo, perché le scelte concrete si scontrano con un'attitudine del ministero dello Sviluppo Economico che da Romani a Passera per arrivare a Zanonato, è ben più attento alla conservazione che non all'innovazione.

Il Ministro ieri evidentemente non ha capito chi aveva di fronte (appunto la parte più vitale dell'economia italiana che lui dovrebbe appunto 'sviluppare'); e onestamente i contenuti del suo intervento sono apparsi il frutto di una cultura industrialista incapace di accorgersi che siamo nel terzo millennio.  E infatti evidente è stata la delusione di tutta la platea, non solo della truppa ambientalista presente, ma anche dei presidenti dei consorzi, di imprenditori, tutto sommato moderati, alcuni persino un po' attempati, che non si capacitavano per un discorso che forse si poteva accogliere con qualche interesse negli anni '80 del secolo scorso.

E così anche da Rimini si esce con la convinzione che sia più urgente che mai affrontare il nodo della rappresentanza politica dei temi, delle esigenze, di quelle 10 proposte che gli Stati Generali hanno generosamente offerto e che il ministro padovano, simbolo di una politica inadeguata, ha lasciato cadere nel nulla.





Commenti

Per robertofracking

la gravita' dove sta scusami tanto ma non capisco, io controllerei i conti di tutti i politici e famigliarii ogni 6 mesi, per il resto le cose gravi le scrivi tu, oltre alle scemenze che cintinui a divulgare Ti ricordo che in termini di offese non ti batte nessuno.

Zanonato non si sta certo comportando bene visto che di fatto, lui e il suo gverno, agevolano le vecchie usanze energetiche, devastanti per il clima e l'ambiente, in ogni caso chiarisco, non volevo dire xhe ruba, volevo soltanto dire che io controllerei i conti di tutti quanti i politici compreso lui, cosi' vabene caro servo del petrolio robertofracking?

Io proporrei il reato di danno all'ambiente relativamente alla co2 immessa in atmosfera, troppo ecologista? no diciamo molto realista.

Vai a lavorare robertofracking .

Che vergogna!

Giacomoo, se hai bisogno di un aiuto per vergognarti
(o non vergognarti? mah!) fammi un fischio!
Anzi sappi che posso aiutarti a farlo spudoradatamente............

Marco sclarandis

@giacomoo "Ma siccome la

@giacomoo

"Ma siccome la scemenza a questi livelli non esiste, controllerei i conti privati e le varie assunzioni future della famiglia Zanonato & co."

Senza voler difendere Zanonato, del quale ho ascoltato recentemente un breve discorso qui dove lavoro... che non ho condiviso molto... vorrei solo far notare la gravita' di quanto insinui.

Se uno e' contro queste rinnovabili, sviluppate in maniera INDEGNA, con livelli di "incentivazione" INDEGNI che nulla hanno portato se non centinaia di miliardi di Euro buttati via nei prossimi 20 anni... automaticamente diventa un venduto alle varie lobbies che ha interessi personali o familiari diretti.

Forse voi "ecologisti" dovreste smettere di proiettare i vostri principi etici e morali sugli altri... tutto li.

Vergognati.

R.

GB ha scritto: "Ops la

GB ha scritto: "Ops la fretta... intendevo che è meglio darsi da fare invece di aspettare come al solito che scendano direttive europee dal Monte Sinai."

Sono d'accordo. La situazione economica rende molto improbabile reperire le risorse finanziare per coprire tali proposte ed è ancor meno probabile che si aumenti la tassazione (è già ai primissimi posti della classifica mondiale).

Sarebbe veramente auspicabile una sorta di auto-finanziamento. Ci sono attività "green" già largamente profittevoli, per cui si potrebbero destinare parte di questi profitti ad incentivarne altre ed innescare un circolo virtuoso completamente autonomo dagli umori politici.

gb tu dici: gb - 08/11/2013 -

gb tu dici:

gb - 08/11/2013 - 15:49
Ops la fretta... intendevo che è meglio darsi da fare invece di aspettare come al solito che scendano direttive europee dal Monte Sinai.

gb - 08/11/2013 - 13:05
Proprio strano l'atteggiamento del ministro Zanonato, infatti le 10 proposte riportate nell'articolo sono un esempio di pragmaticità e indicano misure di immediata applicabilità e dalla copertura finanziaria ben definita.
Bisognerebbe invece ritornare un attimo con i piedi per terra e cominciare a fare proposte SERIE, ad esempio su come cambiare il mercato elettrico (sia borsa elettrica che modalità di vendita alle utenze).... invece di aspettare come al solito che scendano direttive europee dal monte Ararat.
Secondo me.
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Mio caro gb, lo scambio tra Ararat e Sinai mi dice che, più che di fretta si tratti di freudiano lapsus...........................

Il monte Sinai, "solitamente" identificato col monte Oreb, è il luogo in cui, ... e molti anni dopo ricevette le tavole della legge del decalogo (Es 19,10 seguenti).

Il monte Ararat (Ağrı Dağı in turco, in armeno: Agirî in curdo, آرارات in persiano) è il più alto monte della Turchia (5.165 m s.l.m.), si trova nella Turchia orientale sul confine tra la regione dell'Agri e dell'Agdir, a 22.5 km (circa 14 miglia) a Nord di Dogubeyazit (o Dogubayazit) (39°40'60.00"N 44°17'60.00"E), nel territorio che storicamente aveva fatto parte dell'Armenia; infatti nella lingua armena Ararat significa "Creazione di Dio" o "Luogo creato da Dio". In lingua turca invece il suo nome significa "Montagna del dolore"; la provincia stessa in cui si trova, Ağrı, significa "dolore".

Secondo la Bibbia, Noè approdò sulla sua cima dopo che il diluvio universale, scatenato da Dio per punire gli uomini terminò dopo 150 giorni (circa 5 mesi).

Secondo me, naturalmente (si tratta di lapsus freudiano).Sorri-so

Marco Sclarandis

Zanonato hai toppato

Un ministro che deve urgentemente tornare a fare il sindaco. Solo la green economy salvera' l'economia in una Europa che per decenni ha creato disastri ambientali, un ministro dell'ambente che va' contro l'ambiente e' da mandare a casa subito.

Ma siccome la scemenza a questi livelli non esiste, controllerei i conti privati e le varie assunzioni future della famiglia Zanonato & co. .

Ops la fretta... intendevo

Ops la fretta... intendevo che è meglio darsi da fare invece di aspettare come al solito che scendano direttive europee dal Monte Sinai.

Un Applauso per il Ministro

HA deluso in maniera particolare e come altri prima di lui ha commesso un errore imperdonabile, accusare le rinnovabili e frutto di una mentalità ottusa e becera che comunque non ne ha fermato lo sviluppo , ma poi cosa ne può sapere il sig ministro Zanonato ? se "guadagnasse" di meno capirebbe senza nessun dubbio la differenza dell'innovazione.

Proprio strano

Proprio strano l'atteggiamento del ministro Zanonato, infatti le 10 proposte riportate nell'articolo sono un esempio di pragmaticità e indicano misure di immediata applicabilità e dalla copertura finanziaria ben definita.

Bisognerebbe invece ritornare un attimo con i piedi per terra e cominciare a fare proposte SERIE, ad esempio su come cambiare il mercato elettrico (sia borsa elettrica che modalità di vendita alle utenze).... invece di aspettare come al solito che scendano direttive europee dal monte Ararat.
Secondo me.

Clini

Ero presente ad ascoltare ed a Zanonato vanno aggiunte le parole di Corrado Clini che ha affermato testualmente: "Contrapporre centrali a carbone con fonti rinnovabili è sbagliato; noi dobbiamo capire cosa conviene all'Italia OGGI".

E' stato proprio sorprendente vedere come i rappresentanti politici, che per definizione dovrebbero essere quelli con maggior lungimiranza, invece impostino le questioni energetiche su logiche di breve periodo.

Capisco che la crisi economica sia molto forte e profonda, ma le continue affermazioni dei relatori di ieri sull' "abbassare le bollette energetiche", "rilanciare la competitività delle imprese e le eccellenze italiane" ed "abbassare la pressione fiscale" (che hanno comunque riscosso applausi...) credo siano indici di un approccio se non errato, almeno fuorviante rispetto alle questioni centrali sul tema della green economy.