L’obiettivo Ue per il clima al 2040 è ancora in mare aperto

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Nessuna posizione definitiva al Consiglio europeo sul nuovo target di riduzione delle emissioni: si punta su maggiori flessibilità anche ricorrendo ai crediti internazionali. Intanto il Parlamento Ue approva una risoluzione per rafforzare gli impegni climatici alla Cop30.

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Per interpretare le conclusioni del Consiglio europeo di ieri, 23 ottobre, in tema di obiettivi climatici al 2040, la parola chiave è “flessibilità”.

Ciò significa che i lavori sono in corso e non c’è traccia di una posizione definitiva, concordata in via ufficiale dai capi di Stato e di Governo che si sono riuniti a Bruxelles.

Mentre sulla competitività industriale e la transizione energetica, i leader europei hanno rimarcato che la strada maestra è la “semplificazione”, che spesso si traduce in un alleggerimento delle misure ambientali, ad esempio riguardo agli obblighi di sostenibilità delle aziende.

Si è ribadito anche il principio della neutralità tecnologica per il settore automobilistico, chiedendo alla Commissione europea la “rapida presentazione” della proposta per la revisione del regolamento sui livelli di emissioni di auto e furgoni.

Su questo punto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando alle Camere il 22 ottobre in vista del Consiglio europeo, ha confermato la posizione italiana a favore dei biocarburanti e contro la scelta del “tutto elettrico” post 2035, in modo da salvare i motori endotermici e relative filiere industriali.

Quanto al target climatico per il 2040, la Commissione Ue aveva proposto di ridurre del 90% le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990 includendo alcune misure di flessibilità, tra cui l’uso dei crediti internazionali del carbonio.

A settembre il Consiglio Ue sull’Ambiente non aveva trovato una posizione comune, rimandando la palla al Consiglio europeo di ottobre.

E qui, appunto, i leader europei hanno tenuto “una discussione strategica” su come conseguire il traguardo intermedio dell’Ue in materia di clima.

Più flessibilità per il 2040

Il Consiglio, si legge nel documento finale, sottolinea l’importanza di considerare “il contributo realistico degli assorbimenti di carbonio allo sforzo complessivo di riduzione delle emissioni, tenendo conto delle incertezze legate agli assorbimenti naturali”.

Per “assorbimenti” s’intendono le quantità di anidride carbonica catturate dagli ecosistemi naturali come foreste e torbiere, che però possono essere variabili nel tempo (se un ecosistema si degrada, perde la sua capacità di stoccare la CO2).

Da considerare anche “l’importanza di contribuire allo sforzo globale di riduzione delle emissioni in modo sia ambizioso sia efficiente sotto il profilo dei costi, in particolare definendo un livello adeguato di crediti internazionali di alta qualità”.

Sui crediti, come abbiamo scritto, si sono levate diverse critiche dalle associazioni ambientaliste, in linea con il parere del Comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici, che si era espresso contro la delocalizzazione di progetti “green”.

Difatti, puntare sui crediti internazionali della CO2 è complesso per diversi motivi, tra cui ad esempio le difficoltà legate alla rendicontazione precisa, obiettiva e certificata delle emissioni evitate, che vanno calcolate come se fossero state ottenute “in casa propria”.

Il Consiglio europeo infine rimarca “la necessità di una clausola di revisione, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici nonché delle sfide e delle opportunità in evoluzione per la competitività globale dell’Ue”.

Il dibattito quindi resta aperto e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso post-Consiglio, ha parlato di “un forte sostegno a un approccio ambizioso e pragmatico” incentrato su “maggiore flessibilità su come raggiungere gli obiettivi”.

Il Parlamento Ue sulla Cop30: stop ai sussidi fossili

Ancora sulle questioni climatiche, sempre ieri il Parlamento Ue in plenaria ha approvato una risoluzione con le priorità da perseguire alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a Belém, in Brasile, dal 10 al 21 novembre (Cop30).

In particolare, riassume una nota di Strasburgo, i deputati “sottolineano l’urgenza per l’Ue di porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili, eliminare i sussidi correlati e accelerare la transizione energetica”.

La risoluzione poi impegna la Commissione Ue a “fissare obiettivi ambiziosi per la propria politica climatica, in linea con gli impegni europei e internazionali, dando priorità all’efficacia dei costi, alla competitività dell’economia europea, all’inclusione sociale e a un elevato livello di tutela ambientale”.

Altra richiesta è che “tutti i paesi contribuiscano equamente a fornire finanziamenti adeguati per il clima, affrontando al contempo le crisi del debito in molti paesi vulnerabili e semplificando le procedure di accesso ai fondi per i paesi in via di sviluppo”.

Prezzi energia, elettrificazione, made in Europe

Tornando al Consiglio europeo, sul fronte energetico il passaggio più rilevante è quando si “chiede di intensificare urgentemente gli sforzi per garantire l’approvvigionamento di energia a prezzi accessibili e pulita e per realizzare un’autentica Unione dell’energia prima del 2030”, puntando su “un’elettrificazione ambiziosa che faccia ricorso a tutte le soluzioni a zero emissioni nette e a basse emissioni di carbonio, nonché investimenti nelle reti, nello stoccaggio e nelle interconnessioni a livello nazionale e dell’Ue”.

Più in generale, von der Leyen ritiene che si debba “sostenere un maggior numero di prodotti puliti realizzati in Europa”, attraverso un criterio “Made in Europe” per gli appalti pubblici in alcuni settori strategici.

Inoltre, ha spiegato, “dobbiamo garantire che i nuovi investimenti industriali esteri siano realmente nel nostro interesse. Devono tradursi in posti di lavoro e trasferimento tecnologico qui nell’Unione Europea”.

Di conseguenza, “intensificheremo il sostegno mirato a settori chiave, come quello automobilistico e della produzione di batterie. Ad esempio, stiamo lavorando a un Battery Booster per supportare la produzione in Europa”.

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