Fronius e fotovoltaico C&I: sfide normative e importanza del Made in Europe

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Il segmento FV commercial & industrial, gli accumuli modulari e la filiera europea. Ne abbiamo parlato con Fronius Italia: come cambia il mercato e perché qualità e dati sono sempre più centrali nei progetti.

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Il fotovoltaico Commercial & Industrial (C&I) è ancora uno dei segmenti più dinamici del mercato italiano. Anche in un 2025 segnato da incertezze normative, complessi iter autorizzativi e maggiore selettività negli investimenti, il comparto continua a offrire margini di crescita importanti.

Ne abbiamo parlato con Fronius Italia, rappresentata da Matteo Poffe, Direttore Generale e Roberto Longo, Education and Training expert del produttore di inverter. Nella nostra intervista (qui sotto la video registrazione) ci spiegano come sta cambiando la domanda delle imprese e quali soluzioni servono per rendere i progetti più solidi dal punto di vista tecnico ed economico.

Nel segmento FV C&I l’azienda registra una crescita del 45%, al di sopra della media nazionale. Un risultato che, secondo Poffe, si lega alla capacità di offrire tecnologie affidabili, supporto tecnico e una filiera industriale più vicina al mercato europeo.

Filiera europea, qualità e sicurezza dei dati

Uno degli aspetti principali trattati nell’intervista riguarda il valore del Made in EU. Per Poffe produrre in Europa non significa soltanto avere maggiore controllo su prezzi o forniture, ma anche garantire standard qualitativi elevati, continuità industriale e maggiore sicurezza per gli impianti.

C’è poi un tema oggi sempre più rilevante: la sovranità dei dati. Gli impianti fotovoltaici industriali producono e gestiscono informazioni sensibili su consumi, produzione, profili di carico e funzionamento degli inverter. Avere software e server di proprietà basati in Europa consente di proteggere questi dati secondo le normative comunitarie e standard come la ISO 27001.

È un aspetto su cui le imprese stanno diventando più attente, soprattutto quando il FV non è più solo un impianto di produzione, ma entra nella gestione energetica complessiva del sito.

Soluzioni modulari per progetti su misura

Il segmento C&I richiede un approccio diverso dal residenziale. Come sottolinea Roberto Longo, non esistono soluzioni standard valide per tutte le aziende, perché ogni progetto deve partire dall’analisi dei consumi, dei profili di carico e degli obiettivi del cliente.

In questo quadro si inserisce Fronius Reserva Pro, la nuova soluzione di accumulo per applicazioni commerciali e industriali. Il sistema consente configurazioni modulari da 12 a 128 kWh per singolo inverter e permette di adattare la capacità di accumulo alle esigenze reali del sito.

La modularità è decisiva dove i consumi non sono costanti, come nei progetti di agrisolare. Longo spiega che Reserva Pro può gestire picchi di assorbimento elevati, fino a 28 kW di potenza di carica e scarica. Inoltre, essendo una soluzione lato corrente continua, consente in diversi casi di mantenere l’impianto in bassa tensione ed evitare i costi legati a una cabina di media tensione.

Formazione e integrazione tecnologica

La crescita del fotovoltaico e delle rinnovabili in generale passa anche dalle competenze. Il mercato non è ancora pienamente pronto per una gestione integrata di fotovoltaico, accumulo, backup, agrivoltaico e sistemi di monitoraggio, ma si sta muovendo in quella direzione.

Per questo, ha detto Poffe, la formazione è una questione chiave. Fronius lavora con progettisti e installatori attraverso il programma Fronius System Partner e attività tecniche sul campo, con l’obiettivo di rafforzare le competenze della filiera e passare da installazioni gestite in modo frammentato a progetti più strutturati, certificati e coerenti con le esigenze delle imprese.

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