L’espansione senza regole delle auto a guida autonoma potrebbe aumentare, entro il 2050, il traffico nelle città europee dal 50% al 150%.

Sono i risultati sorprendenti dello studio di settembre 2019 dell’Associazione europea Transport & Environment (T&E) dal titolo “Less (cars) is more: how to go from new to sustainable mobility” (vedi QualEnergia.it).

Una crescita selvaggia delle auto a guida autonoma – come anticipato da alcuni esperti del settore e sulla base delle prime indagini a livello internazionale – potrebbe portare a un aumento pari al 40% delle emissioni di CO2 delle auto, da qui al 2050, rendendo così gli obiettivi climatici europei quasi impossibili da raggiungere.

Lo studio evidenzia che le auto senza conducente non risolveranno i problemi di congestione del traffico nelle città europee; potrebbero diventare talmente economiche e facili da utilizzare che incoraggerebbero le persone a viaggiare di più e più a lungo in automobile.

L’automazione non è ancora una realtà ma i rischi con la crescita di nuovi viaggi e l’aumento dei chilometri percorsi con incremento delle emissioni e peggioramento della congestione sono in agguato.

È necessario che le auto a guida autonoma siano condivise, a emissioni zero e siano di meno in circolazione: in questo modo daranno un contributo reale al miglioramento della qualità dell’aria, alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla sicurezza stradale e alla restituzione dello spazio cittadino alle persone.

Per questo servono politiche pubbliche di regolazione che sappiano orientare la mobilità del futuro sul veicolo privato, i servizi ai cittadini e la restituzione dello spazio urbano alla mobilità attiva e al trasporto collettivo.

Per garantire che i veicoli senza conducente non comportino un aumento dell’inquinamento, i Governi dovrebbero attuare delle politiche di regolazione e mirate che possano orientare la mobilità del futuro. Solo così si potrebbe ravvisare davvero una riduzione delle emissioni da qui al 2050.

Dallo stesso studio emerge anche che le città che adottano politiche efficaci, che riducono gradualmente lo spazio per le auto e introducono auto condivise, elettriche e automatizzate, potrebbero ridurre la circolazione dei veicoli del 60%. Questo cambiamento nella pianificazione urbana diminuirà le emissioni delle automobili del 32% da qui al 2050; insieme al passaggio a veicoli a zero emissioni, porterebbe le emissioni europee delle auto sulla buona strada per decarbonizzare completamente il trasporto entro il 2050.

Le tre rivoluzioni dell’automazione, elettrificazione e condivisione possono trasformare il modo in cui ci muoviamo.

Se questa sarà una cosa buona per l’ambiente e la vivibilità delle nostre città dipenderà dalle scelte che faranno i governi. È necessario che le auto a guida autonoma siano anche elettriche e condivise, perché in caso contrario si potrebbe assistere a un considerevole aumento delle emissioni e della congestione.

«Ma non è ancora sufficiente: se vogliamo che i nuovi attori della mobilità rendano il nostro sistema di trasporti realmente sostenibile bisogna attuare la ‘quarta’ rivoluzione della mobilità: ridurre lo spazio urbano a disposizione delle auto private, in altre parole strade e parcheggi. È vitale che le amministrazioni locali attuino misure lungimiranti e determinate per restituire le strade ai cittadini. Solo così metteremo fine alla predominanza dell’auto privata e muoverci verso città sostenibili», ha dichiarato Veronica Aneris, manager per l’Italia di T&E.

Meno spazio alle auto e più spazio per le persone: ecco la quarta rivoluzione della mobilità.

Questo articolo è stato pubblicato sul n.5/2019 della rivista bimestrale QualEnergia, con il titolo “Less is more”.