In Cina i nuovi grandi impianti fotovoltaici dovranno essere più competitivi del carbone e dovranno possedere requisiti tecnici più stringenti, soprattutto per evitare perdite di rete e tagli della produzione di energia (curtailment), che avvengono quando le linee di trasmissione/distribuzione sono sovraccariche (un caso molto frequente in diverse province cinesi).

Queste sono alcune delle principali novità che regoleranno lo sviluppo del solare nel Paese del Dragone fino al 2020, secondo il piano appena pubblicato dalla National Development and Reform Commission (NDRC) e ripreso da numerose agenzie e siti specializzati nel settore FV.

L’obiettivo, si legge su PV Tech, testata con una redazione anche in Cina e che cita in dettaglio il programma cinese per questa fonte rinnovabile, è favorire i progetti nel fotovoltaico senza sussidi governativi diretti (ricordiamo che le tariffe feed-in in Cina sono state ridotte a maggio 2018, vedi anche QualEnergia.it sulle ultime stime di mercato).

Il nuovo schema subsidy-free, in particolare, prevede che in una dozzina di province non ci saranno quote prefissate per la potenza totale installata negli impianti che faranno a meno degli incentivi del governo centrale (sono ammesse forme di supporto da parte delle autorità locali, ma con determinate condizioni).

In altre aree, invece, sono previsti controlli e restrizioni a causa dei problemi esistenti sulle infrastrutture di rete: colli di bottiglia, scarsa capacità di connessione tra i diversi impianti e così via.

Per promuovere la realizzazione di progetti FV in  market parity con un prezzo dell’energia pari o inferiore a quello del carbone, Pechino pensa di istituire anche un mercato di certificati verdi, i cui dettagli sono ancora da definire.

Inoltre, il piano prevede misure per minimizzare i costi non-tecnici dei parchi fotovoltaici senza sussidi, come gli affitti dei terreni e le varie tasse, oltre a misure per velocizzare le procedure amministrative, incoraggiare le utility locali a siglare contratti PPA ventennali con gli operatori degli impianti, assicurare che ci sia capacità di trasmissione adeguata, incoraggiare le banche a finanziare questo tipo di progetti.