Impedire alle multinazionali attive nel mercato dei combustibili fossili di fare pubblicità, chiedendo all’Unione europea una legge specifica che vieti la sponsorizzazione delle aziende inquinanti.

Questo l’obiettivo di una petizione ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) lanciata nell’autunno 2021 da Greenpeace e che si chiuderà tra pochi mesi.

Questo tipo di call to action è uno strumento ufficiale di partecipazione diretta alla politica dell’Unione Europea. Se entro un anno di tempo verrà raggiunto l’obiettivo di 1 milione di firme raccolte – con un minimo raggiunto in almeno sette paesi membri – la Commissione Europea è obbligata a esprimersi in merito all’Iniziativa dei Cittadini, esponendo le sue conclusioni giuridiche e politiche e l’eventuale azione che intende intraprendere.

Per questo la firma della petizione per risultare valida deve essere corredata, oltre che dalla mail, anche dal numero del documento di identità e altri dati personali. Le firme vengono indirizzate alla Commissione Europea che, per validare legalmente la firma, ha bisogno dei dati che dimostrino che i cittadini firmatari sono europei e che abbiano firmato una volta soltanto.

Perché firmare

Le multinazionali dell’auto, del trasporto aereo e i colossi energetici come Eni e Shell – spiega Greenpeace – continuano indisturbate a farsi pubblicità, mentre immettono nell’ambiente enormi quantità di CO2, inquinano l’aria e generano un rischio per la nostra salute e per il Pianeta.

Nel 2003 l’Unione Europea, riconoscendo il rischio per la salute, vietò alle aziende del tabacco di farsi pubblicità. Firmando questa Petizione Europea l’associazione ambientalista vuole ottenere lo stesso risultato contro le multinazionali più inquinanti del mondo.