Il Consiglio dell’Ue resta prudente sui nuovi obiettivi climatici

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I ministri dell’ambiente degli Stati membri hanno definito una posizione comune in vista della COP 25 in Cile, ma con pochissimi dettagli sulle prossime azioni per ridurre le emissioni inquinanti.

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Sull’energia e il clima, la strada sembra già in salita per la nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen.

Mentre i commissari designati si confrontano con l’Europarlamento nelle audizioni – ricordiamo che il mandato dell’esecutivo Juncker scadrà il 31 ottobre – il Consiglio dell’Ue sull’ambiente che si è svolto venerdì scorso, 4 ottobre, ha evitato di prendere una posizione dettagliata sui prossimi obiettivi per ridurre le emissioni inquinanti.

I ministri dell’ambiente degli Stati membri, come riferisce una nota ufficiale, hanno approvato un documento comune, in cui si parla dell’importanza di incrementare l’impegno globale contro i cambiamenti climatici oltre che della volontà di proseguire le discussioni su come raggiungere il traguardo della neutralità climatica entro il 2050.

Ricordiamo che Ursula von der Leyen ha dichiarato di essere favorevole a ridurre le emissioni di CO2 del 50-55% al 2030 in confronto ai livelli del 1990; al momento, l’Europa è in linea per arrivare a un taglio del 45% tra una decina d’anni.

Intanto, sulla proposta di realizzare un’economia a impatto zero sull’ambiente ci sono parecchi Stati membri – una decina in tutto come riporta l’agenzia EurActiv: Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Malta, Polonia e Romania – che continuano a raffreddare le ambizioni di Bruxelles e chiedono più finanziamenti per supportare il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.

Tutto è fermo in attesa che entri in carica la nuova Commissione von der Leyen; mentre a dicembre ci sarà la venticinquesima conferenza ONU sul clima a Santiago del Cile, un appuntamento decisivo per aggiornare le prossime azioni dei vari paesi in tema di energie rinnovabili e diminuzione delle emissioni di anidride carbonica.

Anche il ruolo della Banca europea per gli investimenti resta da definire: come riferisce EurActiv, la proposta di eliminare i finanziamenti ai combustibili fossili è già stata smorzata nell’ultima bozza della nuova strategia operativa della banca, con un richiamo particolare al contributo del gas “a basse emissioni di CO2” (low-carbon) per de-carbonizzare il mix energetico.

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