Un nuovo elettrocatalizzatore che converte l’anidride carbonica e l’acqua in etanolo con altissima efficienza energetica, basso costo e portando a un prodotto di grande qualità. Cosa molto interessante per il ruolo che l’etanolo ha e può avere nel mondo dei carburanti, come in vari processi nella chimica.

La scoperta è stata annunciata (si veda lo studio in basso) dal team di ricerca del laboratorio nazionale Argonne, presso il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DoE), in collaborazione con la Northern Illinois University.

L’innovazione permetterebbe di trasformare la CO2 emessa dai processi industriali, ad esempio le centrali elettriche a combustibile fossile o gli impianti di fermentazione dell’alcool, in un prodotto prezioso a costi che i ricercatori definiscono “ragionevoli”.

Il catalizzatore è costituito da rame disperso atomicamente su un supporto di polvere di carbone. Tramite una reazione elettrochimica, scompone le molecole di CO2 e di acqua, e riassembla selettivamente le molecole rotte in etanolo in un campo elettrico esterno. La selettività elettrocatalitica, o “efficienza faradaica”, del processo è superiore al 90%, molto più alta di qualsiasi altro processo riportato.

Il catalizzatore funziona stabilmente durante il processo prolungato a bassa tensione e l’idea è quella di alimentarlo con elettricità da rinnovabili non programmabili, cosa non secondaria dato che, essendo la CO2 una molecola stabile, trasformarla in una molecola diversa è normalmente dispendioso in termini di energia.

Poiché il processo funziona a bassa temperatura e pressione, può avviarsi e arrestarsi rapidamente in risposta alla fornitura intermittente di elettricità rinnovabile, spiega lo studio.