Bonus ristrutturazione: vale il bonifico fatto da un soggetto diverso dal beneficiario?

La risposta dell'Agenzia delle entrate a un contribuente che chiedeva di effettuare il pagamento a nome del padre che non possiede un conto corrente

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È possibile effettuare un bonifico per conto di terze persone per fruire del bonus ristrutturazione: lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate rispondendo ai dubbi di un contribuente.

Quest’ultimo aveva chiesto se fosse possibile effettuare dal proprio conto corrente il pagamento necessario per ottenere l’agevolazione sui lavori di manutenzione straordinaria nell’abitazione dei genitori, inserendo come beneficiario della ristrutturazione il codice fiscale del padre, il quale non possiede un conto a lui intestato.

Per ricevere l’agevolazione – ha chiarito l’Agenzia dalle pagine del suo organo ufficiale Fisco Oggi – è necessario pagare le spese mediante bonifico dedicato, dal quale devono risultare la causale del versamento (da essa deve evincersi che il pagamento è effettuato per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che danno diritto alla detrazione), il codice fiscale del beneficiario della detrazione (che a questo punto è stato chiarito può essere anche diverso da chi emette il bonifico), e la partita Iva (o il codice fiscale) del soggetto a favore del quale il bonifico è emesso.

Queste regole sono state anche ribadite con la Circolare 17/2023. In conclusione quindi le domande sul bonus ristrutturazione risultano valide anche quando a pagare il bonifico è una persona diversa da quella indicata come beneficiario dell’agevolazione.

Il bonus così come è adesso sarà attivo fino al 31 dicembre 2024: per un altro anno ancora si potrà accedere alla detrazione Irpef del 50% delle spese per ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio, che incentiva una lunga serie di interventi, tra i quali anche l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, entro un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Salvo ulteriori proroghe, infatti, dal 1° gennaio 2025 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e il limite sarà abbassato a 48.000 euro.

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