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Grazie ai bonus per l’edilizia nel 2022 risparmiati 1,6 miliardi in import di fossili

La stima Enea. Superbonus, Ecobonus e Bonus casa pesano per il 54% dei 3 miliardi che le varie misure per l'efficienza energetica ci hanno fatto risparmiare, grazie alle minori importazioni di petrolio e gas.

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Un risparmio record di 3 miliardi di euro nella fattura energetica nazionale del 2022 grazie agli interventi di efficienza energetica, con la metà di questa minor spesa che è venuta dalle detrazioni fiscali per l’edilizia.

Lo ha stimato Enea in relazione alle minori importazioni di petrolio e gas, che, per tutte le misure, equivalgono a una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 6,5 milioni di tonnellate e a un risparmio di poco più di 2,5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), un risultato che avvicina sostanzialmente l’Italia agli obiettivi della nuova direttiva sull’efficienza energetica.

È quanto emerge dalle nuove edizioni dei due rapporti annuali di Enea su efficienza energetica e detrazioni per l’edilizia, presentati nel corso di un convegno tenutosi oggi, 14 dicembre, a Roma a Palazzo Valentini.

“Il risparmio record stimato in 3 miliardi di euro risente ovviamente anche della forte impennata dei prezzi dell’energia, ma allo stesso tempo è il segnale dell’importanza che l’efficienza energetica va assumendo nel nostro Paese”, ha spiegato Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Enea di Efficienza energetica.

Ai positivi risultati rispetto agli obiettivi Ue, spiega Enea, hanno contribuito le detrazioni fiscali (Ecobonus, Bonus Casa e Superbonus) con un risparmio di 1,363 Mtep (54,3% dei nuovi risparmi 2022), pari al 98,1% del risparmio atteso secondo le traiettorie fissate dal Pniec per il 2023. A seguire gli incentivi per la mobilità sostenibile con 0,423 Mtep (16,8%) e i Certificati Bianchi che hanno coperto il 12,6% del risparmio totale annuo.

Sul fronte Superbonus i dati Enea evidenziano che al dicembre 2022 il numero totale di progetti è stato pari a 352.101, con 60,76 miliardi di euro di investimenti ammessi a finanziamento, di cui 45,2 miliardi per lavori già conclusi, e un risparmio complessivo pari a 9.050,04 Gwh/anno.

I condomini hanno continuato a occupare la parte più rilevante con il 43%; seguono le tipologie di edifici unifamiliari con il 39,3% e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti presenti all’interno di edifici condominiali con il 17,8%.

Sul fronte dell’Ecobonus, il meccanismo per incentivare l’efficienza energetica negli usi finali introdotto nel 2007, i report Enea evidenziano nel 2022 una riduzione degli interventi a poco meno di 940.700 contro gli 1,04 milioni del 2021, un valore comunque doppio rispetto a quello medio del periodo 2017-2019.

Gli investimenti associati corrispondono a 6.823 milioni di euro contro i 7.537 milioni mobilitati nell’anno precedente, mentre il risparmio complessivo a 2.136 GWh/anno, in calo rispetto ai 2.652 GWh/anno del 2021.

La maggior parte degli interventi riguarda l’installazione di impianti di climatizzazione più efficienti (3,08 miliardi di euro, 64,7% degli interventi) e la sostituzione dei serramenti (2,38 miliardi di euro, 20,6% degli interventi). Circa 605 milioni sono inoltre stati investiti per l’isolamento termico dell’edificio, 482 milioni per le schermature solari e circa 124 milioni per la riqualificazione globale degli immobili.

Dal 2007, anno di avvio della misura, il numero di interventi incentivati dall’Ecobonus si aggira intorno a 6,4 milioni, con un risparmio complessivo di quasi 25 mila GWh/anno, derivanti soprattutto da interventi parziali su singole unità immobiliari e poco meno di 60 miliardi di euro di investimenti attivati.

Il Bonus Casa nel 2022 ha registrato 508 mila interventi con un calo del 42,36% rispetto al 2021; tuttavia, in termini di risparmio energetico il decremento risulta inferiore (-10%), passando da 925.033 MWh/anno del 2021 ai 833.294 MWh del 2022, tendenza che indica un miglioramento qualitativo degli interventi sugli impianti.

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