La batteria agli ioni di alluminio in poco tempo sul mercato?

Il Technology Research Institute di Taiwan ha reso noto che, in collaborazione con Stanford University, ha messo a punto una batteria a ioni di alluminio con prestazioni e costi tali da renderla già pronta per la produzione commerciale. E' alla ricerca di partner per la sua industrializzazione. Quali vantaggi sul litio?

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Forse ci siamo. Sono passati meno di due anni da quando, sul numero di settembre-ottobre 2015 della rivista QualEnergia, per la prima volta anticipai che l’allora già evidente “drastica diminuzione dei prezzi [dei sistemi di accumulo] potrebbe rivelarsi soltanto l’antipasto, qualora la batteria agli ioni di alluminio, sviluppata all’Università di Stanford, riuscisse a superare l’attuale limite di tensione (circa 2 V)”.

Ho riproposto in più sedi questa prospettiva, sottolineandone l’impatto sullo sviluppo della mobilità elettrica: l’alluminio è un elemento chimico relativamente abbondante (mentre il litio è piuttosto scarso), quindi il costo di base sarebbe inferiore.

La batteria ha inoltre un ciclo di vita molto lungo (almeno 7.500 ricariche fino alla perdita totale di capacità, un salto enorme rispetto alla media di 1.000 ricariche in quelle attuali agli ioni di litio), una ricarica rapidissima (si parla di un minuto) e, caratteristica tutt’altro che trascurabile, non è a rischio d’incendi.  

Ora il Technology Research Institute di Taiwan ha reso noto in un convegno londinese che, in collaborazione con Stanford, ha messo a punto una batteria a ioni di alluminio con prestazioni e costi tali da renderla già pronta per la produzione commerciale, ed è alla ricerca di partner per la sua industrializzazione.

Se questa anticipazione venisse confermata, il time to market potrebbe ragionevolmente risultare di due-tre anni, convalidando le previsioni, come quelle di Bloomberg e di General Electric, secondo cui nel 2020 o subito dopo il costo delle batterie per automotive scenderà intorno a 100$/kWh.

A quel punto l’auto elettrica, a parità di prestazioni, costerebbe meno dell’analoga a combustione interna.

I veicoli venduti annualmente in Europa sono circa 15 milioni. Una ragionevole crescita, anno dopo anno, della quota di quelli elettrici, dovrebbe portare nel 2030 il loro numero in circolazione tra un minimo di 50 e un massimo di 100 milioni: 10-20% del totale.

Di questi, 3-6 milioni sulle strade italiane, con il limite inferiore corrispondente al dato di riferimento fornito dal ministro Calenda nella sua presentazione della SEN alla Camera.

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