Conto energia termico, la pubblicazione è “imminente”

E' atteso da ben 371 giorni, ma ora il decreto dovrebbe essere finalmente in dirittura d'arrivo. La notizia dai ministeri interessati intervenuti oggi agli Stati generali delle rinnovabili. Restano però problemi di convivenze con le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie portate dal 36 al 50% e va capito come evitare possibile truffe.

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È atteso da ben 371 giorni, ma ora dovrebbe essere finalmente in dirittura d’arrivo. Domani sarà al centro di una riunione interministeriale di “chiusura” e la pubblicazione, si è appreso, sarebbe “imminente”. Stiamo parlando del decreto per incentivare le rinnovabili termiche, previsto dal d.lgs 28/2011, che dovrebbe dar vita anche al cosiddetto conto energia termico. La notizia è arrivata oggi all’incontro sulle FER termiche degli Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica, a darla il rappresentante del ministero dell’Ambiente Marcello Garozzo, con la conferma del sottosegretario dello stesso ministero Tullio Fanelli e della direttrice generale del ministero per lo Sviluppo economico Sara Romano, entrambi presenti.

Sarà dunque la volta buona? In un’intervista a Qualenergia.it di qualche settimana fa anche Enrico Bonacci, che al Ministero per lo Sviluppo economico si occupa proprio delle misure per promuovere le rinnovabili termiche e l’efficienza energetica, aveva annunciato che il decreto sarebbe stato pronto “per fine settembre, primi di ottobre”. C’è dunque da sperare che che le fonti rinnovabili che forniscono calore e raffrescamento debbano attendere ancora pochissimo per avere un quadro normativo strutturale che permetta loro uno sviluppo sereno.

Sviluppo che peraltro è necessario se si vuole raggiungere quanto previsto dalla prima bozza di Strategia Energetica Nazionale circolata: vi si legge che le termiche sono le rinnovabili che danno maggiori risultati a parità di spesa e che dovrebbero pesare per il 48% del totale dell’energia da rinnovabili al 2020.

Al momento i piccoli impianti a rinnovabili termiche e gli interventi di efficienza energetica possono contare solo sulle precarie e poco invitanti detrazioni del 55%: spalmate su 10 anni e per ora confermate solo fino al 30 giugno 2013, anche se il ministero dell’Ambiente – come ricordato da Garozzo – preme, per ora senza successo, per una stabilizzazione della misura, citata anche nella prima bozza di SEN.

I probabili contenuti del decreto termiche in arrivo non sono un mistero per i lettori di Qualenergia.it: abbiamo parlato spesso della bozza in circolazione, del conto energia termico e raccolto le opinioni delle associazioni del settore (qui le opinioni di Aiel, Assolterm e Assotermica). Si tratta in realtà di un ‘conto energia’ improprio e alquanto semplificato: si dà un incentivo fisso per un numero definito di anni in base alla taglia dell’impianto, secondo diverse classi.

Nella versione in discussione le tecnologie incentivate si dividono in due categorie. Per le rinnovabili termiche vere e proprie – solare termico, caldaie a biomassa, pompe di calore per la climatizzazione, pompe di calore geotermiche e scaldacqua a pompa di calore – il nuovo “conto energia termico” varrà sia per i privati che per le amministrazioni pubbliche. Per gli interventi di efficientamento energetico, invece, il conto varrà solo per gli enti pubblici, che non possono usufruire della detrazione fiscale del 55%.

Proprio le difficoltà legate alla sovrapposizione del nuovo meccanismo con le detrazioni fiscali del 55% sarebbero all’origine del grande ritardo. Alla luce di ciò sembra dunque ancora più incomprensibile la mossa con la quale il Governo ha innalzato le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie dal 36 al 50%, svuotando così di fatto di senso sia le detrazioni del 55% per l’efficienza energetica che il futuro conto energia termico e introducendo un terzo incomodo nell’incentivazione di questi interventi. Per una differenza del 5% infatti nessuno si sottopone alle procedure burocratiche per ottenere lo sgravio del 55% (o il conto energia in arrivo) e tutti stanno optando per il più semplice 50%, a scapito del monitoraggio e della garanzia sulla qualità delle tecnologie di cui il comparto avrebbe molto bisogno, si è denunciato all’incontro.

Ma non solo: il nuovo 50% si sta rivelando problematico perché permetterebbe di aggirare in maniera truffaldina la non cumulabilità tra il nuovo conto energia e le detrazioni. Potrebbe infatti succedere che qualcuno rifaccia il tetto, vi monti i pannelli solari termici accedendo al relativo incentivo del conto energia e poi, l’anno successivo, al momento della dichiarazione dei redditi, chieda la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie sulla spesa del tetto, includendovi anche il costo dell’impianto. In questo caso quell’impianto solare verrebbe pagato la metà e accederebbe pure, senza averne diritto, agli incentivi. “Una soluzione banale per evitare che possa accadere sarebbe far partire il conto termico dal 1° luglio 2013 (allo scadere delle detrazioni, ndr). Ma questo danneggerebbe ulteriormente il settore, e non vogliamo farlo. Stiamo cercando soluzioni alternative”, ha spiegato Garozzo, chiedendo un contributo propositivo ai partecipanti all’incontro.

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