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ANEV: "I vuoti normativi continuano ad ostacolare le rinnovabili"

Il settore delle rinnovabili è in attesa da ormai 10 mesi di un Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017-2020. Il vuoto normativo non consente alle aziende del settore di pianificare il lavoro. Per ANEV è fondamentale invece puntare sulle energie pulite per contrastare il crescente inquinamento.

Il settore delle rinnovabili è in attesa da ormai 10 mesi di un Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017-2020.

Un tale vuoto normativo non consente alle aziende del settore eolico e del settore rinnovabili di lavorare per produrre quell’energia pulita, necessaria per contrastare i pericoli per la salute che dipendono dall'elevato livello di inquinamento atmosferico. Questa la denuncia dell'ANEV, in una nota stampa.

L’auspicio - leggiamo nella nota - è che le Istituzioni non rallentino il settore delle rinnovabili, e dell'eolico in particolare, con ostacoli di natura normativa.

Nel 2016 in Italia il solo eolico ha consentito di produrre un quantitativo di energia pulita pari a circa 15,5 TWh, di risparmiare circa 21 milioni di barili di petrolio equivalenti corrispondenti a circa 11 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2.

Gli ultimi dati sull'inquinamento

Ogni anno - ricorda l'ANEV - muoiono quasi 9 milioni di persone per l’inquinamento. Questi i dati, aggiornati al 2015, che emergono dai risultati di un progetto di ricerca durato due anni, pubblicati dalla rivista Lancet.

Il più dannoso è l’inquinamento atmosferico (smog, particolato nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili), responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno (in gran parte per malattie cardiovascolari e respiratorie).

L'ANEV, associazione nazionale energia dal vento, ha riportato i dati principali dello studio. Le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale - spiega l'ANEV - quali l’inquinamento atmosferico ambientale e l’inquinamento chimico e del suolo fanno oggi più vittime che in passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015.

A questi dati allarmanti diffusi recentemente dalla stampa, si aggiunge la notizia relativa al superamento dei livelli tollerabili sempre più frequenti di polveri sottili nelle principali città italiane.

A Milano i livelli di smog non scendono al di sotto della soglia limite per la salute umana, fissata per il PM10 a 50 µg/m³, e da una settimana la concentrazione di polveri sottili ha superato i 100 µg/m³. Anche in Veneto e Piemonte la qualità dell’aria resta pessima con 114 µg/m³ registrati a Torino e 92 µg/m³ a Venezia Mestre. Questo inquinamento è figlio sia delle produzioni energetiche di fonti fossili sia del cambiamento climatico, prodotto a sua volta dalle emissioni climalteranti.

Dati così allarmanti devono preoccupare i pubblici decisori - scrive l'ANEV - troppo spesso inerti sui temi della salvaguardia ambientale, delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile.