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Edf condannata per spionaggio contro Greenpeace Francia

La compagnia elettrica francese Electricité de France è stata condannata a pagare due milioni di euro per complicità in attività di spionaggio ai danni di Greenpeace Francia. Condannate, con pene dai due ai tre anni di reclusione, anche due alti dirigenti della compagnia responsabili per la sicurezza nucleare.

La compagnia elettrica francese Electricité de France SA (EDF) è stata condannata per complicità in attività di spionaggio ai danni di Greenpeace Francia. La corte condanna EDF a pagare all’organizzazione cinquecentomila euro di risarcimento per danni morali, oltre a una multa di un milione e mezzo di euro. Condannate, con pene che vanno dai due ai tre anni di reclusione, quattro persone: tra queste due alti dirigenti della compagnia responsabili per la sicurezza nucleare.

Nel 2006 EDF, il più grande produttore di elettricità al mondo e proprietario dei 58 reattori nucleari francesi, era stata accusata di complicità in attività di spionaggio ai danni di Greenpeace. In particolare le veniva contestato il reato di complicità con chi aveva violato la rete informatica dell'organizzazione e rubato oltre 1.400 documenti dal computer del direttore delle Campagne di Greenpeace. Nel 2004 EDF aveva assunto un hacker e un investigatore privato per spiare il lavoro di Greenpeace, proprio quando l’organizzazione stava criticando i piani del Regno Unito di rafforzare l'accordo con EDF sul nucleare.

«Siamo molto soddisfatti dell’esito di questa sentenza; per una volta l'industria nucleare è costretta a pagare le conseguenze del credersi al di sopra della legge –commenta Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia - Il fatto che questa industria si sia ridotta all’uso di tecniche illegali per contrastare un movimento di opinione che ha sempre operato in modo pacifico e all’interno delle regole democratiche, dimostra ancora una volta che non è in grado di difendere la scelta nucleare in altro modo.»

Fonte: da Comunicato Greenpeace Italia