Verso il nuovo nucleare Ue: consultazione “nelle prossime settimane”

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Il Piano d'azione per la tecnologia SMR dovrebbe arrivare entro la fine dell'anno. Le dichiarazioni del commissario Jørgensen. Intanto si attende il discorso sullo stato dell'Unione di Ursula von der Leyen.

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Il “nuovo” nucleare, quello dei piccoli reattori modulari di ultima generazione (SMR, Small Modular Reactors) resta un punto fermo nella politica energetica della Commissione europea.

L’ha ribadito il commissario Ue all’Energia, il danese Dan Jørgensen, parlando ieri (1° settembre) all’assemblea generale dell’Alleanza industriale europea dei piccoli reattori modulari, che conta più di 350 membri.

“Nelle prossime settimane”, ha affermato, Bruxelles lancerà una consultazione sul Piano d’azione Ue per la tecnologia SMR; la strategia conclusiva per questo settore dovrebbe essere presentata “entro la fine dell’anno”.

Jørgensen ha poi spiegato che l’obiettivo è sviluppare i primi progetti SMR in Europa entro l’inizio degli anni 2030; guardando al 2050, le proiezioni Ue indicano tra 17 e 53 GW di capacità totale installata in reattori SMR.

Secondo il commissario, i futuri reattori sono “essenziali per i nostri obiettivi climatici”, perché “non esiste uno scenario in cui possiamo rimanere al di sotto di 1,5 gradi senza il nucleare”.

La tecnologia SMR è anche fondamentale per la sicurezza e indipendenza energetica: insieme alle fonti rinnovabili, può consentire “di generare una maggiore quantità di energia pulita e accessibile”, in modo da “rendere le nostre comunità più prospere e le nostre aziende più competitive”.

Come abbiamo scritto, anche l’Italia sta cavalcando l’onda del nuovo nucleare con tutta la sua retorica (prezzi elettrici più bassi, maggiore sicurezza di approvvigionamento e così via), mentre si moltiplicano le perplessità e le incertezze sulla fattibilità tecnico-economica di nuove centrali atomiche.

Intanto è atteso per la prossima settimana il discorso davanti al Parlamento europeo sullo stato dell’Unione, tenuto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, al suo secondo mandato consecutivo.

In vista del discorso, il Parlamento ha diffuso un rapporto sui primi nove mesi di lavoro dell’esecutivo comunitario. Rispetto alla prima Commissione von der Leyen, la cui priorità erano le misure ambientali del Green Deal, sono un po’ cambiati gli equilibri politici e di conseguenza le direzioni di lavoro, ora molto più focalizzate sulla competitività industriale e sulla difesa.

In particolare, tra le iniziative legislative, il rapporto menziona i pacchetti Omnibus, volti a ridurre i costi amministrativi per le aziende con il rischio però di indebolire alcune misure “green”, come i resoconti sulla sostenibilità aziendale e l’applicazione della tassa alla frontiera sulla CO2.

Tra le altre iniziative citate nel dossier:

Si parla anche del nuovo bilancio pluriennale da quasi 1.800 miliardi di euro, che prevede un fondo per la competitività europea da circa 400 miliardi di euro.

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