Traghetti: meno emissioni se ottimizziamo le rotte

Di quanto possiamo ridurre le emissioni di CO2 dei traghetti grazie all’ottimizzazione delle rotte nautiche? Lo spiega uno studio guidato dalla Fondazione CMCC che si basa sulle linee a corto raggio in Adriatico.

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Efficienza energetica e intensità di carbonio dovranno essere un punto di convergenza delle strategie dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) e dell’Unione Europea per la riduzione delle emissioni del settore marittimo.

Tra le misure a breve termine per aumentare l’efficienza energetica e ottenere risparmi d’intensità di carbonio (emissioni di CO2 per unità di lavoro di trasporto), viene presa in considerazione anche l’ottimizzazione delle rotte.

Un nuovo studio (allegato in basso) guidato dalla Fondazione CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), realizzato nell’ambito delle attività del progetto Interreg Italia-Croazia GUTTA e pubblicato di recente sulla rivista Journal of Marine Science and Engineering, esplora questi obiettivi nel trasporto marittimo a corto raggio.

Grazie all’applicazione dei modelli di ottimizzazione della rotta “VISIR (discoVerIng Safe and effIcient Routes)”, e “VISIR-2”, è stato possibile calcolare le rotte di minima CO2 per i traghetti, tenendo conto sia delle onde che delle correnti marine e, quindi, stimare le performance e le emissioni di un traghetto in diverse condizioni del mare.

Sull’impatto delle emissioni dei trasporti marittimi, ne abbiamo già parlato in questo articolo, evidenziando che le grandi navi rappresentano quasi il 4% delle emissioni totali dell’Unione europea e consumano oltre 44 milioni di tonnellate di carburante.

Ma questo studio, ha voluto fare un passo in avanti, approfondendo l’impatto dei traghetti poiché essi giocano un ruolo chiave nel conteggio delle emissioni del settore marittimo, dal momento che sono responsabili del 10% delle emissioni di CO2 di tutte le navi, pur rappresentando solo il 3% di tutte le imbarcazioni che attraccano ai porti dei Paesi dell’Area Economica Europea (sulla base dei dati sulle emissioni delle navi del database EU-MRV fino al 2018, maggiori informazioni qui).

Lo studio ha inoltre testato il modello di simulazione dell’ottimizzazione delle rotte nel mare Adriatico in quanto regolarmente attraversato da diverse linee di traghetti che uniscono i porti in Italia con i porti di Croazia, Montenegro e Albania. Si tratta di un mare relativamente piccolo e caratterizzato da acque non molto agitate. E se l’approccio di ottimizzazione funziona per questo piccolo mare, si può ipotizzare che sia applicabile anche a bacini più grandi e tempestosi dell’oceano globale.

I ricercatori CMCC si sono chiesti quali livelli di riduzione di CO2 potevano essere raggiunti, e di conseguenza di quanto poteva essere diminuita l’intensità di carbonio dei traghetti nell’Adriatico. Per studiare il ruolo di onde e correnti nell’ottimizzazione, i ricercatori hanno utilizzato i prodotti del servizio marino di Copernicus (CMEMS) per onde e correnti, e sono stati presi in esame tre diversi casi studio di collegamenti marittimi, già esistenti o ipotetici, per attraversare l’Adriatico.

Secondo Gianandrea Mannarini, senior scientist alla Fondazione CMCC e primo autore dello studio, i risultati raggiunti indicano che l’ottimizzazione della rotta potrebbe essere una misura operativa praticabile, su tratte di corto raggio, per contribuire nel breve termine alla riduzione delle emissioni e dell’intensità di carbonio dei traghetti.

Inoltre, ha aggiunto che “in uno dei nostri casi studio le simulazioni ci hanno mostrato come, grazie alla sola ottimizzazione, si arrivi a risparmiare fino all’11% d’intensità di carbonio. Il nostro sforzo adesso è teso a produrre stime statisticamente sempre più significative attraverso uno strumento web che stiamo sviluppando nell’ambito del progetto GUTTA”.

Oltre al mondo della ricerca, anche alcune imprese europee che operano nel settore sono sensibili al tema della decarbonizzazione del trasporto marittimo.

Ricordiamo, per esempio, il programma GoodShipping, che già dal 2017 vedeva le aziende europee fare i primi passi verso la decarbonizzazione della supply chain per ridurre l’impronta ecologica dei prodotti che viaggiavano da un capo all’altro del pianeta, attraverso l’utilizzo di biocarburanti marini certificati per il trasporto delle loro merci.

Lo studio “Towards Least-CO2 Ferry Routes in the Adriatic Sea

Il progetto GUTTA

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