Stop alla vendita di auto a benzina e diesel, nuova proposta in Ue

La Danimarca nell’ultimo Consiglio dell’Ue sull’ambiente ha proposto di fissare un bando europeo contro tutte le vetture con motori termici, entro il 2040.

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Bandire la vendita di auto con motori termici benzina/diesel per tagliare il più velocemente possibile le emissioni inquinanti dei trasporti stradali: il tema è tornato alla ribalta nell’ultimo Consiglio dell’Ue sull’ambiente per voce della Danimarca.

La stessa Danimarca che a ottobre 2018 aveva annunciato di voler vietare la commercializzazione di veicoli alimentati a carburanti fossili dal 2030, ma ha abbandonato presto l’idea perché una norma del genere avrebbe violato le regole europee sul commercio.

Così il ministro danese per il clima e l’energia, Dan Jorgensen, come riferiscono diverse agenzie di stampa – EurActiv e Reuters in particolare – ha proposto di definire un bando su scala europea contro le vendite di tutte le auto a benzina e diesel entro il 2040.

Questo sarebbe il piano A, con l’obiettivo di uscire totalmente dalla dipendenza dai carburanti fossili nel settore automobilistico in un paio di decenni.

L’alternativa, se gli Stati membri non troveranno un accordo in questa direzione, è almeno consentire ai singoli paesi di bloccare le immatricolazioni di vetture con motori termici a livello nazionale.

Alla proposta, secondo le agenzie, hanno aderito una decina di paesi, tra cui dovrebbe figurare anche l’Italia, anche se per il momento non ci sono conferme ufficiali di questa alleanza trasversale.

Certo una simile misura darebbe un notevole impulso verso la diffusione dei carburanti alternativi, l’elettrico in prima battuta, anche se restano diversi elementi da considerare con maggiore attenzione.

Occorre aumentare sensibilmente gli investimenti per produrre auto elettriche con relative batterie e per sviluppare le reti di colonnine per la ricarica; inoltre, come hanno evidenziato alcuni paesi dell’Est durante le discussioni al Consiglio dell’Ue, c’è il problema del “carbon leakage” (letteralmente: fuga di carbonio) dovuto alla vendita di auto inquinanti di seconda mano dai paesi occidentali verso quelli orientali, per non parlare dell’esportazione di tali veicoli in altri continenti, soprattutto in Africa.

Ricordiamo infine che il ministro italiano dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nelle ultime interrogazioni a risposta immediata alla Camera, ha dichiarato che nella prossima Legge di Bilancio ci sarà spazio a nuovi incentivi per la mobilità elettrica.

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