Primo bimestre: domanda elettrica in calo e rinnovabili al 32,2%

La domanda scende dell'1,8% sui primi due mesi del 2019, ma ancora non si avvertono gli effetti dei provvedimenti Covid-19. Nei primi due mesi crescono fotovoltaico e idroelettrico.

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La domanda elettrica nazionale di febbraio 2020 (25,7 TWh) è stata più elevata dello 0,7% rispetto allo stesso mese del 2019.

Va detto che ancora non si possono registrare nel mese gli effetti sull’economia e sui consumi legati ai provvedimenti Covid-19 (esamineremo i dati della richiesta elettrica a marzo in un successivo articolo).

A febbraio risulta, secondo il report mensile di Terna (allegato in basso), un calo della produzione termoelettrica (-1,9%), e un leggero incremento della produzione da rinnovabili (circa + 3,5%) su febbraio 2019.

In particolare, come si può vedere dalla tabella, per il fotovoltaico c’è un aumento del 7,5% su febbraio 2019, per l’eolico +2,7% e +11,7% per l’idroelettrico (da cui questo mese vanno tolti 128 GWh per l’apporto del pompaggio). La produzione di fotovoltaico è stata del 41,4% più elevata rispetto a gennaio 2020, mentre quella idroelettrica è inferiore del 23,3%.

Nel complesso le rinnovabili a febbraio hanno generato 8,7 TWh (8,6 TWh circa considerando il pompaggio), in leggero aumento rispetto al febbraio di un anno prima, ma anche un valore superiore ai mesi di febbraio degli ultimi 6 anni.

A febbraio le fonti rinnovabili hanno soddisfatto circa il 33,3% della domanda di elettricità del mese. Solo a febbraio 2014 questa quota era stata superiore (elevatissimo fu allora l’apporto dell’idroelettrico). In leggero aumento l’import rispetto all’anno precedente.

Dati per il primo bimestre 2020

Nel primo bimestre 2020, nel complesso la richiesta elettrica diminuisce dell’1,8% sul primo bimestre 2019, anche per il calo della domanda di gennaio (-4%), complice l’elevata temperatura registrata nel mese.

Secondo Terna il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura per il primo bimestre 2020 registra un calo dello 0,6% sullo stesso periodo 2019.

Nel bimestre le rinnovabili (circa 17 TWh) hanno coperto il 32,2% della domanda elettrica contro il 30,8% dell’anno precedente, con circa 600 GWh in più di produzione. La quota percentuale più elevata dal 2015 relativamente ai primi due mesi dell’anno (peraltro dai dati in nostro possesso, dal 2014 al 2018 non è estrapolato quello realtivo all’apporto del pompaggio).

La produzione del bimestre da fotovoltaico e idroelettrico cresce per entrambe dell’11,7%, mentre ha un calo dell’11,7% l’eolico. Leggerissimo aumento per geotermia e bioenergie.

Nel primo bimestre 2020, fotovoltaico ed eolico hanno soddisfatto, rispettivamente. il 5,7% e il 7,7% della domanda, che sommato diventa maggiore del contributo dell’idroelettrico che, al lordo del pompaggio, è al 10,9%; la bioenergia al 5,6%, la geotermia all’1,8%.

A fine febbraio eolico e fotovoltaico rappresentano quasi il 42% di tutte le fonti rinnovabili. L’idroelettrico è al 35,3%.

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