Il governo spagnolo ha appena varato un progetto di legge per portare il paese alla neutralità climatica entro il 2050: un obiettivo molto ambizioso che la stessa Commissione europea ha posto al centro del Green Deal per trasformare il mix energetico degli Stati membri e ridurre gradualmente l’uso di fonti fossili.

È il proyecto de Ley de Cambio Climático y Transición Energetica riassunto nell’acronimo PLCCTE.

Su proposta del ministero della Transizione ecologica, guidato da Teresa Ribera, il Consiglio dei Ministri spagnolo ha trasmesso la proposta di legge al parlamento nella giornata di ieri, martedì 19 maggio 2020.

La Spagna punta così ad azzerare le emissioni nette di anidride carbonica entro la metà di questo secolo; per sviluppare un’economia completamente de-carbonizzata, cioè capace di rinunciare ai combustibili fossili, il paese dovrà innanzi tutto costruire un sistema elettrico con il 100% di fonti rinnovabili.

Difatti, spiega una nota governativa, si prevede di raggiungere gli obiettivi della nuova proposta di legge attraverso le misure inserite nei Piani nazionali per l’energia e il clima (PNIEC): il primo di questi piani copre il periodo 2021-2030 ed è stato presentato nella sua versione definitiva lo scorso gennaio dal governo Sánchez-bis, poche settimane dopo l’accordo politico tra socialisti e Unidas Podemos per formare il primo esecutivo tutto di sinistra della storia spagnola.

Tra le indicazioni più importanti del PNIEC spagnolo al 2030, riprese nella nota che illustra i contenuti del disegno di legge sulla neutralità climatica, troviamo:

  • 74% di fonti rinnovabili nel mix elettrico;
  • 23% di riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al 1990;
  • 42% di fonti rinnovabili nei consumi energetici finali;
  • 39,5% di riduzione dei consumi energetici primari grazie a misure di efficienza.

Va precisato però che la proposta di legge al 2050 fissa obiettivi per il 2030 che sono leggermente più bassi in confronto a quelli stabiliti nel PNIEC, specificando però che tali obiettivi potranno essere rivisti solamente al rialzo; ad esempio, si parla di ridurre “almeno del 20%” le emissioni di CO2 in confronto ai livelli del 1990 e di portare le rinnovabili “almeno al 70%” del mix elettrico.

Nel disegno di legge ci sono vari capitoli dedicati allo sviluppo delle rinnovabili elettriche tramite aste, alla diffusione di veicoli a zero emissioni (e dei punti per la ricarica), alla riqualificazione energetica degli edifici, al divieto di nuove autorizzazioni per la ricerca e l’estrazione di petrolio e gas sul territorio nazionale, compreso il fracking.