Idrogeno verde dall’eolico offshore di Renexia, progetti in Puglia e Sicilia

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La società del Gruppo Toto ha già presentato dei progetti finalizzati alla produzione di idrogeno verde a Taranto, dove sta realizzando il parco Beleolico da 30 MW, e nel canale di Sicilia, dove c'è in ballo un altro progetto da 2,8 GW di eolico offshore.

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Si continua a parlare in Italia dell’idea di abbinare a progetti di eolico offshore anche impianti per la produzione di idrogeno.

La prima proposta di questo tipo per il nostro paese è arrivata della startup pugliese Hope (Hydrogen for People) e prevede l’installazione nel mare della Puglia di 80 aerogeneratori flottanti da 14 MW ciascuno e due stazioni elettriche di trasformazione 66/400 kV, nonché un elettrodotto di connessione a 400 kV localizzato in parte a mare in parte a terra, da abbinare a un impianto per la produzione di idrogeno green da 600 MW (vedi documento presentato per l’Autorizzazione Unica).

Pochi giorni fa ha annunciato un’iniziativa simile anche il Chief operation officer di Renexia, Paolo Sammartino, intervenuto a un convegno che si è tenuto nell’ambito delle “Giornate per l’Energia 2022” promosse dalla Regione Siciliana.

Il Coo ha fatto sapere che la società del Gruppo Toto ha “già presentato dei progetti finalizzati alla produzione di idrogeno verde a Taranto“, dove l’azienda è in procinto di completare – anche se in ritardo – il primo parco eolico marino del Mediterraneo (Beleolico).

“Tutto ciò – ha spiegato Sammartino – è replicabile, e in scala maggiore, anche per Med Wind (progetto da 2,8 GW di eolico offshore in Sicilia per il quale entro l’estate Renexia presenterà al MiTE lo Studio di Impatto Ambientale, ndr) e, tra i progetti futuri, è allo studio la possibilità di destinare parte dell’energia prodotta dall’impianto per la produzione di idrogeno verde. È un settore particolarmente interessante, perché promette di risolvere i problemi legati allo stoccaggio dell’energia prodotta dagli impianti eolici senza nuove emissioni inquinanti”.

Per la Sicilia – spiega una nota dell’azienda – si profila quindi l’opportunità di una filiera energetica a zero emissioni che avrà origine dalle pale eoliche in mare aperto per approdare alle “Hydrogen Valley” sulla terraferma.

Eolico e idrogeno

Sulla combinazione di queste due tecnologie si è espressa a favore anche Eni, pubblicando sul suo sito ufficiale un articolo a firma dell’ing. Adam Kimmel.

Gli elettrolizzatori – si spiega nell’articolo – sono stati storicamente una tecnologia limitante nella fornitura di idrogeno verde. Comportano costi di capitale significativi e richiedono una carica di energia massiccia per dividere l’acqua al fine di rilasciare gas idrogeno.

Sebbene l’elettrolisi richieda una quantità intensiva di energia in ingresso, l’utilizzo del vento per alimentare la produzione di idrogeno rappresenterebbe una soluzione pulita ed efficiente.

Secondo alcuni dati di WindEurope, circa 450 gigawatt di energia eolica offshore potrebbero produrre 24 miliardi di kg/anno di idrogeno, sufficienti per alimentare circa 74 milioni di case in un anno (90 GW).

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