Una Green Community nel Lazio e quei criteri energetici da migliorare nel bando PNRR

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In che modo il bando PNRR avrebbe potuto finanziare 36 Green Communities con piani energetici più strategici per l’economia locale? Ne parliamo con l’esempio della "Lepini Green Community".

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Un bando del PNRR ha selezionato e ammesso a finanziamento 36 Green Communities in tutta Italia.

Quali sono le aspettative del bando e le proposte energetiche?

Abbiamo cercato di rispondere analizzando l’avviso pubblico e facendo alcune domande a Onorato Nardacci, Commissario della XIII Comunità Montana, promotore della Lepini Green Community, prima classificata nella graduatoria della Regione Lazio.

Green Communities e richieste energetiche nel bando PNRR

Green Communities è una misura finanziata nell’ambito del PNRR e per dare attuazione a questa misura, a giugno 2022 è stato pubblicato dal Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie un bando pubblico con 129 milioni di euro, per finanziare almeno 30 proposte di Green Communities, presentate da aggregazioni di comuni: Unioni di Comuni, Comunità Montane, Consorzi, Convenzioni.

Si tratta di comunità locali che intendono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono, in particolare acqua, boschi e paesaggio (vedi Contributi del Pnrr ai Comuni per creare 30 “Green Communities” in Italia).

Il sostegno finanziario copre le attività di elaborazione, finanziamento e realizzazione di piani di sviluppo sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e sociale che includono almeno 3 attività, tra le 9 specificate nell’avviso, tra cui:

  • produzione di energia da fonti rinnovabili locali, come micro-impianti idroelettrici, biomasse, biogas, solare, eolico, cogenerazione e biometano
  • efficienza energetica e integrazione intelligente di impianti e reti.

La graduatoria definitiva include 36 Green Communities in tutta ItaliaPer ogni regione sono state scelte 1 o 2 comunità verdi, tranne per le regioni Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna e Toscana, per le quali ne sono state ammesse tre.

In Regione Lazio, in testa alla graduatoria è arrivata la Lepini Green Community presentata dalla XIII Comunità Montana dei Monti Lepini e Ausoni, con uno dei punteggi più alti (29/30).

La “Lepini Green Community” in Regione Lazio

Anche se i documenti di progetto non sono stati ancora resi pubblici, abbiamo chiesto a Onorato Nardacci, Commissario della XIII Comunità Montana, di raccontarci quali sono le caratteristiche della loro Lepini Green Community.

Onorato Nardacci, siete pronti per partire con le attività?

Ad oggi il nostro finanziamento è stato congelato dal Ministero perché il secondo comune nella graduatoria della Regione Lazio ha fatto ricorso. Ma la contestazione non mette in discussione la nostra posizione da primi classificati, per questo, insieme ai referenti di Uncem e Uncem Lazio, abbiamo sollecitato il Ministero affinché sblocchi la situazione visto che le casse della nostra Comunità Montana non sono in grado di anticipare risorse per cominciare gli interventi. Comunque tutti i singoli progetti inclusi nella Lepini Green Community sono stati già caricati su ReGiS, il portale della trasparenza del Ministero per il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo dei progetti finanziati dal PNRR.

La Green Community è stata cofinanziata anche dalla vostra Comunità Montana?

No, ma la nostra proposta oltre a ricevere un finanziamento di 2 milioni di euro del PNRR, potrà contare anche su un cofinanziamento di 400mila euro della Regione Lazio, proprio per essere i primi classificati nella graduatoria regionale.

In cosa consiste la Lepini Green Community?

La Lepini Green Community è un progetto che accumuna tutti e 12 i comuni che fanno parte della XIII Comunità Montana. Abbiamo proposto ai Sindaci di partecipare e tutti hanno deciso di aderire, delegandoci come responsabili del progetto. Abbiamo costruito la proposta insieme a loro, anche con il supporto di tecnici esperti. L’idea progettuale è composta da 30 interventi che verranno realizzati in tutti i comuni interessati.

Quali interventi riguardano il piano energetico locale?

Nell’ambito della Lepini Green Community si finanzierà l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di due edifici di proprietà della Comunità Montana, già selezionati: un capannone in uso alla Protezione Civile del Comune di Roccagorga e un edificio che ospita la centrale olivicola nel Comune di Sonnino, entrambe in provincia di Latina.

Sarà costituita anche una Comunità di Energia Rinnovabile?

Non si prevede la costituzione di una CER e quindi di un’entità legale dedicata, perché gli impianti che saranno installati sui due immobili della XIII Comunità Montana, produrranno energia da utilizzare solo per rendere i due edifici autosufficienti.

Oltre agli impianti fotovoltaici sono previsti impianti da altre fonti, come da biomassa locale?

No, solo impianti fotovoltaici.

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, invece?

Oltre a prevedere interventi per la mobilità dolce, soprattutto per i cammini, è stato finanziato l’acquisto di un bus elettrico e l’installazione, nei 12 comuni, di colonnine a uso pubblico per la ricarica di veicoli elettrici.

I sindaci dei piccoli comuni lamentano la mancanza di risorse economiche e di capacità per realizzare interventi di questo tipo. Con questo finanziamento della Lepini Green Community non avranno problemi per quanto riguarda la disponibilità finanziaria, ma come faranno per la fase attuativa?

Sarà sempre la XIII Comunità Montana, e non i singoli comuni, a gestire gli interventi. Abbiamo già lanciato un avviso pubblico di manifestazione di interesse per costituire 5 short list di esperti per conferire gli incarichi di assistenza tecnica, di progettazione e di gestione delle risorse del PNRR. Con le circa 20 candidature ricevute, abbiamo già stilato la graduatoria degli esperti selezionati.

In cosa consiste il compito di questi esperti?

Una short list è dedicata alla gestione amministrativa, al monitoraggio, alla valutazione e alla rendicontazione degli interventi finanziati, anche registrando sul sistema Regis lo stato di avanzamento delle attività finanziate dal PNRR. Una seconda lista tecnico-scientifica è composta da esperti che forniranno assistenza agli enti locali durante la realizzazione di progetti di sviluppo locale più complessi. Poi ci sono altre due liste di esperti: una per le relazioni internazionali e l’altra per le attività di comunicazione e di marketing territoriale. Infine, è stato definito un gruppo di 10 esperti con diverse professionalità, giuridiche, tecniche, amministrative, per affiancare il RUP, il responsabile unico del procedimento, durante le procedure di affidamento che richiedono specifiche competenze tecniche.

Se tutto è delegato alla XIII Comunità Montana, qual è il ruolo dei 12 Sindaci?

Gli amministratori locali dovranno essere bravi a sfruttare questa opportunità per valorizzare anche i loro progetti locali esistenti.

Quindi questa comunità green integra anche altri progetti locali?

Certo, per esempio la Lepini Green Community si collega a un precedente progetto della XIII Comunità Montana, che ha permesso di installare colonnine di ricarica per mezzi elettrici già in 10 piccoli comuni aderenti alla comunità (vedi Mobilità sostenibile nei piccoli comuni: le criticità dei bandi regionali, ndr); in quest’occasione saranno aggiunte ulteriori colonnine in ogni comune. Oppure integra il Cammino della Regina Camilla, un itinerario di circa 185 chilometri da percorrere a piedi, in bici o a cavallo, già istituito e che attraversa 5 borghi appartenenti alla nostra Comunità Montana.

Cosa avranno a disposizione gli amministratori locali per promuoversi come partecipanti a una Comunità Green?

I Sindaci potranno contare su un portale online che mostrerà tutti gli elementi che compongono la Lepini Green Community; per esempio dove sono localizzate le colonnine di ricarica in ogni comune. Poi ci sarà un bus elettrico che ogni amministrazione comunale partecipante potrà utilizzare per fini turistici e per servizi pubblici.

Come si utilizzerà il bus elettrico?

Le faccio un esempio riallacciandomi al Cammino della Regina Camilla: grazie alla Lepini Green Community i camminatori che arriveranno, ad esempio, alla stazione ferroviaria di Priverno-Fossanova, potranno essere prelevati e accompagnati al punto di partenza del cammino con il bus elettrico. Le faccio un altro esempio: se un Comune dovesse avere un guasto a uno scuolabus, allora l’amministrazione può richiedere alla XIII Comunità Montana di utilizzare il bus elettrico, fino a quando il loro mezzo non sarà riparato. Considerando anche che in tutti i comuni ci saranno colonnine elettriche, non si avranno problemi a ricaricare il mezzo.

Alcune considerazioni finali

Dall’analisi del bando PNRR e di uno dei migliori progetti selezionati, possiamo trarre alcune considerazioni.

La prima riguarda i concetti di “Comunità Energetiche Rinnovabili” e “Green Communities”: anche se entrambe parlano di “produzione di energia rinnovabile” e “sviluppo di comunità locali”, la prima non è stata considerata dal PNRR come obbligatoria o premiale, per finanziare la realizzazione di Green Communities.

Poi il bando PNRR dice di voler finanziare comunità locali che intendono sfruttare in modo equilibrato le risorse principali di cui dispongono e chiede ai candidati di realizzare impianti di energia con rinnovabili locali, ma come abbiamo visto nel caso di questo progetto vincitore, gli impianti considerati sono solo fotovoltaici e non riutilizzano altre risorse del luogo per rafforzare o creare nuove economie locali.

In altre parole, dato che nel territorio dei Monti Lepini (che interesserà la Lepini Green Community) sono molto forti i settori dell’allevamento e della produzione bufalina, dell’olio e dell’uva, perché si è scelto solo di finanziare impianti fotovoltaici invece che impianti a biogas o da biomassa con scarti di produzione?

Il bando PNRR avrebbe potuto adottare criteri di selezione più specifici, chiedendo di individuare meglio le risorse locali che possono essere utilizzate per produrre energia rinnovabile?

Un ulteriore aspetto che emerge è che il bando non vincola le proposte alla costituzione di una CER e neanche le propone come fattori premiali. Quindi i progetti energetici si sono limitati a prevedere interventi che riguardano la sola autosufficienza di alcuni edifici di proprietà dell’ente beneficiario del contributo.

Per rafforzare il concetto di comunità locale e condivisione di energia rinnovabile prodotta in loco, sarebbe stato meglio se nel bando PNRR fosse stato obbligatorio, o per lo meno premiale, inserire anche la costituzione di una CER.

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