A fine ottobre in calo la produzione da fotovoltaico in Italia: 1 TWh in meno del 2017

Nei dieci mesi del 2018, secondo i dati Terna, le uniche due rinnovabili con il segno positivo sono l’idroelettrico e l’eolico. In discesa del 4,9% il FV. Il termoelettrico genera oltre 11 TWh in meno dello scorso anno. La domanda elettrica finora a +0,8%.

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A ottobre la domanda di energia elettrica nazionale è stata del 2,1% più elevata rispetto allo stesso mese di un anno fa (il dato destagionalizzato sarebbe pari a +1,1%).

Le fonti rinnovabili, che generano nel mese circa 7,9 TWh, rappresentano il 29,3% della domanda mensile di energia elettrica contro il 27,5% di un anno fa. L’unica fonte pulita in discesa è quella solare fotovoltaico con -10,1% su ottobre 2017. In calo anche la produzione termoelettrica.

I dati forniti dal report mensile di Terna (allegato in basso) sono presentati nella tabella qui sotto.

Per i dieci mesi trascorsi del 2018 si nota che la richiesta elettrica è aumentata dello 0,8%, mentre la produzione interna scende dell’1,8% rispetto ad un anno fa.

Le uniche due fonti rinnovabili con il segno positivo nel corso del 2018 sono l’idroelettrico (+23,9%) con oltre 7,9 TWh in più sullo stesso periodo 2017 e l’eolico (+1,9%) con 258 GWh in più.

Da segnalare la discesa del 4,9% nella produzione fotovoltaica, con un terawattora in meno generato.

Nel periodo gennaio-ottobre 2018 le fonti rinnovabili forniscono energia elettrica per 95,7 TWh, quasi 6,9 TWh in più rispetto allo stesso periodo del 2017, pari ad un incremento percentuale del 7,5%.

Nel grafico l’andamento della produzione da rinnovabili dal 2014 a oggi, unitamente all’evoluzione della richiesta elettrica del paese.

La domanda elettrica nazionale è stata soddisfatta a fine ottobre per il 35,6% da fonti rinnovabili, contro una quota del 33,3% del periodo gennaio-ottobre 2017.

Infine, nel 2018 il termoelettrico ha dato una produzione inferiore di 11,2 TWh rispetto al 2017 (-6,9%).

Sul totale della produzione nazionale invece le fonti rinnovabili rappresentano finora il 41,1% (erano al 37,5% nel 2017).

Ancora in aumento l’import di elettricità, con un saldo con l’estero in rialzo del 19,4% sullo stesso periodo 2017. A fine ottobre abbiamo importato ben 40,4 TWh.

Nei primi dieci mesi dell’anno l’idroelettrico, con oltre 41 TWh, ha soddisfatto il 15,3% dei consumi nazionali di energia elettrica (era al 12,4% nel 2017).

Scende invece la quota sulla domanda della elettricità fotovoltaica: è al 7,8% (era all’8,3% un anno fa) con poco più di 21 terawattora prodotti.

L’eolico contribuisce a fine ottobre 2018 per il 5,2% alla domanda elettrica (come nel 2017). Al 5,5% sono le bioenergie e all’1,8% la geotermia.

Nel grafico la quota coperta dalle diverse fonti pulite nel periodo gennaio-ottobre negli anni che vanno dal 2014 al 2018.

Insieme eolico e fotovoltaico in questa parte del 2018 hanno generato circa 35,1 TWh, cioè 830 GWh in meno del 2017.

Insieme le due fonti hanno soddisfatto finora circa il 13% della domanda elettrica nazionale.

Per il periodo gennaio-ottobre 2018 la percentuale dell’idroelettrico sul totale della generazione da rinnovabili è risultata pari al 43% (grafico sotto). Seguono il fotovoltaico (22%), la bioenergia (15,4%) e l’eolico (14,7%).

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Rapporto mensile Terna (ottobre 2018)

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