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Rinnovabili elettriche in crescita nel 2023. In calo la generazione da fonti fossili

Buona ripresa dell'idroelettrico e record di generazione per fotovoltaico ed eolico. Le rinnovabili fanno 15 TWh in più del 2022, coprendo il 36,8% della domanda del Paese. Ma gli obiettivi al 2030 sono duri da raggiungere.

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Nel 2023 la domanda di energia elettrica è stata di 306 TWh, per un calo del 2,8% sul 2022, e con le fonti rinnovabili che hanno coperto, con circa 112,7 TWh, il 36,8% della richiesta nazionale.

Con i dati di dicembre forniti dal report mensile di Terna si chiude così un anno che sul fronte della generazione di elettricità da rinnovabili riporta il paese in linea con gli anni precedenti al 2022, quando il loro contributo era sceso al 31%.

Grazie alla ripresa della produzione idroelettrica e alla crescita di quella da fotovoltaico ed eolico la generazione da fonti pulite ha fornito 15 TWh in più dello scorso anno.

La tabella riassuntiva, estrapolata dal rapporto mensile (vedi in fondo all’articolo), fornisce un quadro del mese di dicembre e del 2023 per le diverse fonti elettriche, e un confronto con il 2022.

Partiamo con la domanda nazionale di elettricità nell’anno appena finito. È diminuita di 9 TWh (-2,8%) rispetto al 2022 e di 14 TWh sul 2021.

I decrementi maggiori sono stati registrati nelle aree nord del paese: -3,6 % nel Triveneto, -5,7% in Italia occidentale e -5,4% in Lombardia. Un indice soprattutto della minore richiesta di energia elettrica proveniente dal sistema industriale.

Nel grafico l’andamento della domanda di energia elettrica in Italia dal 2000 ad oggi.

Le rinnovabili, che tornano sopra quota 100 TWh, hanno, come detto, contribuito per circa il 36,8% (il 43,8% se consideriamo la produzione elettrica interna). Nel grafico si può osservare come il divario con l’obiettivo intermedio del 2025 e quello del 2030 sia ancora distante.

Con l’aumento della produzione da rinnovabili, si registra un contemporaneo calo della generazione termoelettrica: nel 2023 è stato di oltre 33 TWh in meno (-17,4%). Nello specifico, la produzione da centrali alimentata a carbone è scesa del 41,7% sul 2022 (8,6 TWh in meno).

Nel grafico seguente si veda la produzione di elettricità rinnovabili che, a fronte di una domanda grosso modo stabile nel tempo, non cresce sostanzialmente dal 2018, al netto del picco negativo del 2022.

Andamento delle diverse fonti rinnovabili

L’idroelettrico nel 2023 ha prodotto 38,2 TWh e guadagna oltre 10 TWh rispetto allo scorso anno (+36,1%). Al netto dell’apporto dei pompaggi contribuisce al 12% della richiesta elettrica del Paese. Il suo contributo è comunque nettamente inferiore rispetto al periodo 2018-2021.

Mentre hanno un leggero calo rispetto al 2022 sia le bioenergie (-6,1%) che il geotermoelettrico (-1,9%) , osserviamo al contrario un incremento della produzione di eolico e fotovoltaico.

La generazione solare FV aumenta di 2,9 TWh (+10,6% sul 2022), arrivando ad una produzione annuale di quasi 30,6 TWh, la massima di sempre.

Record anche per l’energia eolica con i suoi 23,4 TWh e un aumento del 15,1% (+3 TWh) rispetto ad un anno fa.

Come si può vedere dal grafico più in basso, entrambe le fonti, che dovranno triplicare il loro contributo nei prossimi sette anni, hanno soddisfatto insieme il 17,6% della domanda di elettricità.

Il fotovoltaico è arrivato a coprire il 10% della richiesta, mentre l’eolico si attesta al 7,6%. Per entrambe le fonti un trend in salita, sebbene, come abbiamo visto, lontano dai target 2030.

Va aggiunto che, sulla produzione di energia elettrica nazionale, il FV soddisfa nel 2023 l’11,9% e l’eolico il 9,1%.

Insieme le due fonti “intermittenti” hanno generato nell’anno passato 54 TWh. Nel 2025 il nuovo Pniec li prospetta a 92 TWh/anno, mentre nel 2030 dovranno produrre circa 163 TWh. Un balzo che, alla luce dei ritmi degli scorsi anni (+17 TWh in ben 9 anni), sembra molto complicato.

In quest’ultimo grafico il peso di ciascuna fonte sul totale dell’apporto di tutte le rinnovabili: fotovoltaico ed eolico rappresentano circa il 48%.

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