L’energia in Italia: stoccaggi gas al 98% e poca spesa pubblica in ricerca

Nel 2021 i finanziamenti pubblici alla ricerca sull'energia sono stati inferiori al 2014. Una scheda sul nostro paese dalla relazione annuale sull'Unione dell'Energia della Commissione Ue.

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L’Italia sta procedendo nei suoi sforzi per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi, ma devono ancora essere affrontate importanti sfide sul sistema di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, sull’aumento della capacità rinnovabile e sulla riduzione della domanda di energia.

Intanto, i nove giacimenti di stoccaggio di gas italiani, con capacità totale di circa 19,8 miliardi di metri cubi, al 16 ottobre erano stati riempiti al 97,89%.

Così la Commissione europea nella scheda sul nostro paese pubblicata nell’ambito della relazione annuale sull’Unione dell’Energia.

Nel breve dossier (in basso) si scoprono però altri dati interessanti. La spesa pubblica in ricerca e sviluppo sull’energia, emerge ad esempio, negli ultimi anni è scesa come valori assoluti e si è quasi dimezzata in rapporto al Pil.

Nel 2014, i finanziamenti pubblici alla ricerca e sviluppo erano a 599 milioni di euro, pari allo 0,037% del Pil. Il dato più recente, al 2021, parla invece di 431 milioni, lo 0,024% del Pil.

Altro dato interessante è sui sussidi complessivi all’energia, più che raddoppiati dai 32,8 miliardi del 2021 a 78,2 mld del 2022: un aumento che si spiega con gli enormi importi volti a contenere l’impatto per i consumatori (48 miliardi), durante l’impennata dei prezzi dovuta alla crisi energetica.

Come si vede dal grafico sotto, i prezzi dell’energia in Italia sono diventati ancora più cari di quanto lo erano rispetto ai valori medi europei. Questo sopratutto per l’elettricità, i cui prezzi in borsa nel nostro paese sono legati più che in altri mercati alle quotazioni gas, che nel 2022 hanno determinato il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso nel 53% delle ore (si veda a proposito questa recente memoria Terna).

La scheda ha anche un paragrafo sul Piano di ripresa e resilienza italiano, approvato dal Consiglio il 13 luglio 2023.

L’attuazione delle misure proposte nel Pnrr consentirebbe all’Italia di accedere a 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti, il 37,5% dei quali destinato a misure che contribuiscono agli obiettivi climatici, si spiega.

La Commissione ha erogato finora all’Italia 85,44 miliardi di euro. Una nuova richiesta di pagamento è stata presentata il 22 settembre 2023 ed è attualmente in fase di valutazione. Il 7 agosto 2023 l’Italia ha presentato una richiesta di revisione del piano, aggiungendo un capitolo REPowerEU.

Il Pnrr modificato, si ricorda, tiene conto della nuova dotazione di sovvenzioni RRF per l’Italia, aumentata a 69 miliardi di euro. Comprende anche lo stanziamento di 2,76 miliardi di euro di sovvenzioni REPowerEU. Inoltre, l’Italia ha deciso di utilizzare 3 miliardi dei fondi di coesione 2021-2027 per finanziare la misura REPowerEU.

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