Un anno, il 2020, fortemente anomalo per tutti i settori economici, inclusi quelli energetici tradizionali, non poteva non toccare anche la domanda di gas nazionale (La fattura energetica 2020 dell’Italia: spesi quasi 16 miliardi di euro in meno).

Una risorsa che, a parte l’emergenza pandemia, continua ad avere un trend in ribasso da divesi anni a questa parte.

Nell’anno appena concluso il calo dei consumi di gas in Italia è stato del 5,4%, cioè 4 miliardi di metri cubi in meno rispetto al 2019.

Secondo i dati ufficiali forniti dal MiSE-DGSAIE l’anno scorso il nostro paese ha avuto bisogno di 70,3 mld mc di gas naturale (erano 74,3 mld mc nel 2019).

Il decremento è da collegare soprattutto con la minore richiesta dei settori termoelettrico e industriale, ambiti maggiormente colpiti dal lockdown di marzo-maggio 2020, tanto è vero che nel primo semestre la riduzione sull’anno precedente si attestava perfino a -11%.

Nella tabella il consumo di gas a dicembre 2020 e nell’anno scorso rapportato al 2019.

Da dove arriva il gas?

Le importazioni di gas nel 2020 calano del 6,7% rispetto all’anno precedente e ammontano a 66,2 mld di mc.

L’import dalla Russia scende del 4,8% sull’anno precedente, con circa 28,4 mld di m3 (1,4 mld di mc in meno). Resta tuttavia la prima fonte di provenienza, con circa il 43% di tutto il gas estero.

Aumenta il gas proveniente dall’Algeria, +17,8%, che torna ad essere nel 2020 il secondo fornitore con 12 mld di mc. Al momento rappresenta oltre il 18% dell’import totale (era al 14,5% nel 2019).

Il terzo punto di importazione nel 2020 è il Nord Europa, che quest’anno ha ridotto il gas fornito al nostro paese del 22,8% sul 2019. Ugualmente in netta discesa il volume che proviene dalla Libia (4,5 mld mc circa).

Tutto il gas importato dai terminal GNL nel 2020 ammonta a 12,7 mld di mc: in calo di 1,3 mld di mc in confronto al 2019; questa risorsa rappresenta circa il 19,2% di tutto il gas importato.

Dati annuali

Nella grafico emerge lo scostamento degli attuali consumi nazionali di gas naturale rispetto all’anno record, il 2005; il gap è di 16 mld di mc.

E come si può vedere anche dalla tabella, ancora in continua e significativa discesa la produzione nazionale: -16% sul 2019. Oggi rappresenterebbe appena il 5,8% della domanda nazionale. Lontanissima la produzione di oltre 19 mld di mc del 1997.

Consumi per settore

Secondo dati ancora ufficiosi nel 2020, come detto, il calo dei consumi di gas dal settore termoelettrico, la cui produzione è crollata del 6,4%, è stato importante: con 24,2 miliardi di metri cubi la richiesta è stata del -5,8% sul 2019 (1,5 mld di mc in meno circa). Questi consumi di gas rappresentano il 34,4% di quelli totali.

In flessione del 5,3% anche la domanda del settore industriale (13,2 mld di mc). Più ridotta la discesa dei consumi residenziali, intorno al -1% (31,3 mld mc), che nel 2020 hanno costituito poco più del 44% della domanda di gas naturale.

Infine un accenno all’indice dei prezzi del mercato italiano “spot” del gas (indice PSV – Punto di Scambio Virtuale): dopo essere sceso ai minimi storici a maggio (5 €/MWh), a dicembre è tornato a salire ed è in media intorno ai 16,5 €/MWh.