Continua a giugno il calo di vendite di auto elettriche in Italia, iniziato a marzo dopo timidi segnali positivi a gennaio e febbraio.

Lo segnala Motus-E (associazione che promuove la mobilità elettrica nel nostro Paese) nel suo aggiornamento mensile sul mercato automobilistico. A giugno 2022, infatti, le vendite di auto con possibilità di ricarica, cioè la somma delle elettriche pure e delle ibride plug-in, si sono attestate a 13.014 unità, facendo registrare un -7,8% rispetto allo stesso mese di un anno fa, che aveva chiuso con 14.120 auto alla spina immatricolate.

Più in dettaglio, il calo è del 14% per quanto riguarda le elettriche pure, sempre guardando al confronto tra giugno 2022 e giugno 2021; mentre le ibride plug-in hanno visto una riduzione molto meno marcata (1% circa) con poco più di 7mila nuove immatricolazioni.

Per quanto riguarda le quote di mercato, le elettriche pure rimangono a giugno al 4,7% circa del totale venduto, mentre i modelli ibridi plug-in salgono leggermente al 5,5%; in sostanza, sommando le due categorie, le vetture con possibilità di ricarica superano di poco il 10% del mercato.

Tuttavia, osserva Motus-E in una nota, la tendenza alla continua discesa delle vendite mostra che “gli incentivi non funzionano”. In particolare, “i modelli disponibili per la fascia di prezzo incentivata, sotto i 35.000 euro, sono meno del 30% di tutti quelli disponibili e già questo dato spiegherebbe le prenotazioni a rilento. A questo va aggiunto che le flotte e tutte le persone giuridiche, che rappresentano una buona fetta del mercato e garantirebbero poi un usato di qualità, non possono beneficiare degli incentivi”.

In totale, nei primi sei mesi del 2022, in Italia si sono venduti 61.886 modelli elettrici, il 9% in meno in confronto allo stesso periodo dello scorso anno.

Punti di ricarica

Guardando invece ai punti di ricarica per veicoli elettrici, al 31 giugno 2022 in Italia ne risultano installati 30.704, in 15.674 infrastrutture (stazioni o colonnine) e 12.410 location accessibili al pubblico.

I dati sono quelli aggiornati ogni tre mesi dalla stessa Motus-E.

In particolare, negli ultimi tre mesi, sottolinea una nota, si osserva una importante accelerazione rispetto al trimestre precedente: +2.847 punti di ricarica rispetto a marzo 2022. E nel confronto con giugno 2021, la crescita è di 7.429 punti (+32%).

Nonostante questo aumento record, un buon 11,5% delle infrastrutture installate risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali, in quanto non è stato possibile finalizzare il collegamento alla rete elettrica da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative.

In termini di potenza, il 92% dei punti di ricarica è in corrente alternata (AC) e il restante 8% in corrente continua (DC); negli ultimi mesi sono soprattutto i punti di ricarica DC ad essere aumentati, con un +46% per i punti tra 50-150 kW e un +38% per quelli con potenza superiore ai 150 kW.

Guardando alla distribuzione geografica, il 57% circa dei punti di ricarica è distribuito nel nord Italia, il 23% circa nel centro e solo il 20% nel sud e nelle isole.

Resta da risolvere, evidenzia Motus-E, la questione dei ritardi delle gare per installare le colonnine di ricarica in ambito autostradale, che non beneficeranno dei fondi del Pnrr.

Si registrano comunque dei segnali positivi, grazie a un incremento trimestrale di +85 punti di ricarica sulle autostrade, che portano il totale a 235, di cui 151 con ricarica veloce o ultraveloce. Considerando che la rete italiana autostradale complessiva è di circa 7.318 km, risultano quindi 2,1 punti di ricarica veloce e ultraveloce ogni 100 km.