Agrivoltaico, parte nel Lazio la costruzione di 4 impianti per 255 MW complessivi

I progetti verranno realizzati dalle imprese associate al GIS (Gruppo Impianti Solari). Gli impianti FV prevedono l'installazione di tracker a inseguimento e moduli bifacciali con tecnologia "back contact".

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Partono i lavori di costruzione di 4 impianti fotovoltaici nel Lazio.

I quattro impianti FV complessivamente avranno una potenza di 255 MW ed entrati a regime produrranno un totale di circa 450 GWh all’anno, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 120mila famiglie.

Ad annunciarlo è l’associazione GIS, Gruppo Impianti Solari. I progetti hanno ricevuto approvazione lo scorso anno dopo una serie di ricorsi che alla fine hanno dato ragione alle imprese associate GIS, riconoscendo la validità dei progetti.

La tecnologia

I progetti prevedono l’installazione di tracker a inseguimento solare e moduli bifacciali con tecnologia “back contact”, che garantiscono una produzione di circa 600 Watt per pannello, più del doppio rispetto alla tecnologia impiegata 10 anni fa.

L’indotto locale

Le imprese costruttrici hanno sede in varie località del Lazio e impiegano manodopera locale a beneficio dell’economia del territorio interessato.

Circa 900 persone saranno impiegate nella realizzazione dei progetti, che richiederà circa 13 mesi di lavoro per ciascun impianto. Si tratta di personale specializzato come ingegneri elettrici, tecnici installatori, responsabili di cantiere, elettricisti esperti, montatori.

La tutela dei terreni e del paesaggio

Tutti e quattro gli impianti saranno realizzati su terreni incolti e attualmente poveri dal punto di vista agronomico. L’installazione dei pannelli li renderà nuovamente redditizi, non solo grazie alla produzione di energia, ma anche perché l’ombreggiatura offerta dai pannelli aiuterà i terreni a rimanere più umidi e fertili, favorendo il ricambio del tappeto erboso.

A beneficiarne saranno anche i pastori locali che, una volta terminati i lavori di costruzione, potranno continuare a far pascolare le proprie pecore sotto i pannelli.

Gli impianti – spiega la nota stampa di GIS – non modificano la destinazione agricola dei terreni né ostacolano le attività zootecniche. “Recenti studi dell’università olandese di Wageningen hanno dimostrato che le pecore che pascolano sotto gli impianti brucano di più, riposano meglio perché più adeguatamente riparate, mangiano erba più nutriente, sempre verde e rigogliosa”, aggiunge il Gruppo.

Sotto il profilo paesaggistico gli impianti saranno invisibili da punti di visuale pubblica, perché collocati lontano da aree di d’interesse turistico o servite da attività utili alla cittadinanza.

La Regione Lazio contro le rinnovabili

Ricordiamo, per dovere di cronaca, che proprio la Regione Lazio, qualche settimana fa ha annunciato la prossima pubblicazione di “linee guida che bloccheranno la realizzazione di nuovi impianti nel Viterbese, zone meravigliose deturpate e sfregiate”.

A dichiararlo è stato il neo presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, nel corso di una conferenza stampa al ministero della Cultura tenuta assieme al sottosegretario Vittorio Sgarbi, con il quale ha anticipato anche un futuro “Patto per la bellezza della Regione Lazio” (vedi QualEnergia.it Lazio, il neopresidente Rocca pronto a “blindare” il paesaggio contro le rinnovabili).

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