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Ue e clima, 14 Stati chiedono di alzare gli impegni sulla CO2 da portare alla CoP 24

Il gruppo di paesi che comprende Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito ha invitato la Commissione europea ad aggiornare l'impegno dell'Unione in occasione del prossimo incontro annuale sul clima delle Nazioni Unite.

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Dopo il compromesso al rialzo sugli obiettivi europei su rinnovabili ed efficienza energetica, un folto gruppo di Stati dell’Ue prende posizione per un taglio della CO2 più ambizioso da mettere sul tavolo dei negoziati internazionali sul clima, in vista della prossima Conference of the Parties, la ventiquattresima.

Ieri, lunedì 25 giugno, infatti, in occasione di una riunione del Consiglio Ambiente in Lussemburgo, i 14 paesi europei riuniti nel “Gruppo per la crescita verde” hanno invitato la Commissione europea ad aggiornare l’impegno dell’Unione in occasione del prossimo incontro annuale sul clima delle Nazioni Unite, la CoP 24, che si terrà a dicembre di quest’anno.

Obiettivo, tracciare un percorso coerente con uno scenario di riscaldamento globale di non oltre 1,5°C entro il 2050.

“L’Ue deve continuare a dimostrare la leadership climatica, per creare uno slancio positivo tra tutte le parti dell’Accordo (di Parigi, ndr) per aumentare le ambizioni climatiche globali” e “prendere in considerazione l’annuncio alla CoP 24 della sua disponibilità ad aggiornare i suoi NDC (gli impegni di riduzione di gas serra portati dalla parti ai negoziati, ndr) entro il 2020″, si legge nella dichiarazione congiunta (traduzione nostra, originale in allegato in basso), firmata da Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Nel documento c’è l’invito a prendere decisioni “basate sulle più recenti evidenze scientifiche disponibili”, in particolare ci si riferisce al prossimo rapporto speciale dell’IPCC, del quale sono già circolate alcune anticipazioni e che sembra raccomandare un’azione più decisa nel taglio delle emissioni.

La proposta europea, scrivono i 14, “dovrebbe considerare diversi percorsi per ridurre le emissioni di gas serra verso la carbon neutrality in conformità con gli obiettivi a lungo termine dell’accordo di Parigi, tra cui uno scenario di riscaldamento non oltre 1,5°C e almeno un percorso verso l’azzeramento delle emissioni di GHG nette nell’UE entro il 2050 seguito da emissioni negative”.

Il nuovo impegno che l’Ue dovrebbe portare alla CoP 24, si aggiunge “dovrebbe esaminare, tra l’altro, la coerenza dell’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra europeo di almeno il 40% nel 2030 rispetto al 1990” con gli obiettivi a lungo termine considerati. Le politiche settoriali europee specifiche, si chiarisce “possono consentire all’Unione di ottenere riduzioni più elevate delle emissioni nel 2030 rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in base all’attuale quadro Ue sul clima e l’energia.”

Un appello, quello degli Stati membri riuniti nel Green Growth Group, che la Commissione sembra ben disposta ad accogliere.

Dopo l’aggiornamento dei target 2030 su rinnovabili ed efficienza energetica, nei giorni scorsi infatti per la prima volta, il commissario Ue per l’Energia e il Clima, Miguel Arias Cañete, ha parlato di ridurre l’anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera del 45% nel 2030, in confronto ai livelli di CO2 registrati nel 1990, aggiornando dunque l’obiettivo corrente, ricordiamo, di “almeno” -40%.

Nelle scorse settimane, ricordiamo, è stato definito l’accordo su un obiettivo Ue vincolante del 32% per le fonti rinnovabili nel 2030, che ha compreso il riconoscimento del diritto per cittadini e comunità di autoconsumare l’energia prodotta con piccoli impianti “puliti”. Poi è arrivato il compromesso finale anche per l’efficienza energetica, al 32,5% al 2030, proprio a metà delle indicazioni date in precedenza dal Parlamento (35%) e dal Consiglio (30%).

Ed è sulla base di queste nuove percentuali che Bruxelles, secondo Cañete, potrà innalzare il suo sforzo complessivo di riduzione delle emissioni.

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