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Emissioni auto, via libera dal Parlamento Ue ai controlli più severi

Approvato a Strasburgo il nuovo regolamento sui test dei veicoli, che punta a evitare il ripetersi di scandali come il dieselgate. Verifiche più capillari, multe alle case automobilistiche inadempienti, maggiore indipendenza dei centri di omologazione.

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Test più severi e capillari sulle emissioni delle auto, per evitare che si ripeta uno scandalo come quello del dieselgate, scoppiato nel 2015 dopo la scoperta che Volkswagen manipolava le centraline dei veicoli: questo l’obiettivo del nuovo regolamento approvato dal Parlamento Ue per l’omologazione delle vetture.

Ora manca solo l’approvazione formale del Consiglio Ue prevista per maggio, ma gli Stati membri avevano già manifestato il loro appoggio alla legge appena votata a Strasburgo.

Cosa cambierà rispetto al sistema attuale dei controlli?

In particolare, evidenzia una nota dell’Europarlamento, le autorità nazionali avranno il compito di riscuotere il pagamento dei controlli per conto delle officine accreditate, in modo che le case automobilistiche non entrino in contatto con i centri di omologazione.

Le autorità nazionali di sorveglianza del mercato, inoltre, avranno la responsabilità di effettuare controlli casuali sui veicoli in circolazione, in modo da verificare che rispettino veramente quanto dichiarato nelle prove svolte in precedenza.

La Commissione europea avrà un potere molto più ampio di quello che le compete oggi, perché ad esempio potrà imporre multe fino a 30.000 euro, per ogni singolo veicolo non conforme, ai costruttori auto che non avranno rispettato le nuove regole sulle procedure di omologazione.

Il Parlamento, nei negoziati con i paesi membri, ha richiesto che il mercato sia sempre sotto sorveglianza, quindi almeno un veicolo ogni 40.000 fra quelli immatricolati l’anno precedente, secondo il regolamento, dovrà essere controllato e almeno il 20% dei test eseguiti dovrà riguardare specificamente le emissioni di sostanze inquinanti.

Per approfondire:

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