Guidare un’auto termica con un pieno di biocarburante “avanzato” come l’olio vegetale idrogenato (HVO, Hydrotreated Vegetable Oil) costa molto di più che ricaricare un veicolo elettrico.
Lo riporta l’organizzazione indipendente Transport & Environment (TE), spiegando che ricaricare un’auto elettrica costa in media circa 7 euro per 100 km a livello Ue, mentre per percorrere la stessa distanza utilizzando il biocarburante diesel sintetico servono circa 13 euro, come riassume il grafico sotto.
In Italia, sottolinea TE, uno dei Paesi con la maggiore produzione di HVO e con il costo dell’elettricità tra più elevati in Europa, percorrere 100 km con biocarburante costa 11,3 €, circa il 52% in più rispetto a ricaricare un’auto elettrica (7,4 €/100 km).
Si assume, infatti, un consumo medio di 20 kWh/100 km per l’elettrico (anche se piuttosto elevato secondo diversi parametri, forse anche sui 15 kWh/100 km), con una ricarica 80% privata e 20% pubblica al costo medio nello Stivale, rispettivamente, di 6,6 euro e 10,6 euro per 100 km.
Per le auto diesel si assume un consumo medio di 6,9 litri/100 km e per le vetture a benzina di 7,1 litri/100 km, considerando i prezzi medi dei carburanti nel 2025.
L’attuale crisi energetica, legata alla guerra in Medio Oriente, sta riportando in auge i biocombustibili come alternativa più conveniente e sostenibile rispetto al petrolio, ma il loro utilizzo, afferma TE, andrebbe focalizzato solo in quei settori, come l’aviazione, dove è difficile introdurre tecnologie 100% elettriche.
Il problema è che la produzione di carburanti realmente sostenibili per gli aerei è oggi limitatissima e ci sono molte incognite sulla possibilità di aumentarla in modo rilevante (Aerei, con il caro-petrolio si guarda ai carburanti green).
Se i governi spingeranno per favorire l’uso di biocarburanti nelle auto (oltre che nei camion), come vorrebbe in modo particolare l’Italia, si rischia di innescare una competizione tra differenti settori dei trasporti per la domanda di biofuel, a fronte di un’offerta scarsa e conseguente incremento dei prezzi.
I costruttori auto, infatti, stanno premendo sulla Commissione europea per diluire ulteriormente gli obiettivi di riduzione della CO2 nell’ambito del regolamento 2023/851 e di rafforzare il meccanismo dei crediti per le auto alimentate con biocombustibili e carburanti sintetici di origine rinnovabile (e-fuel).
Tutto ciò darebbe una nuova spallata alla mobilità elettrica.
Come ha commentato Carlo Tritto, Sustainable Fuels Manager di TE Italia, “la verità è che un’auto alimentata a biofuel produce gli stessi inquinanti locali di una a benzina, costa più dell’elettrico e permette solo in parte di ridurre le emissioni di gas a effetto serra”.
Invece, la proposta delle case auto rischia di ritardare ancora l’uscita sul mercato di auto elettriche più piccole ed economiche.
Peraltro, ha precisato Tritto, “i volumi limitati di biocarburanti avanzati saranno necessari per decarbonizzare il settore aereo e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili”.




























