Pompa di calore e auto elettrica: il potenziale di risparmio per le famiglie italiane

Nel nostro Paese sostituire caldaia a gas e vettura endotermica può ridurre le spese energetiche familiari di circa 1.800 euro l’anno. Le stime dal report del think tank danese Concito.

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Una famiglia italiana media potrebbe ridurre la propria spesa energetica annuale di circa 1.780 euro passando dalla caldaia a gas e auto endotermica alla pompa di calore e al veicolo elettrico. 

È una delle conclusioni cui giungono gli analisti del think tank danese Concito nel report “Taking Back Control – The Household Case for Electrification” (link in basso). 

Lo studio, focalizzato su alcuni grandi Paesi europei, stima per l’Italia un risparmio di 888 euro annui sul riscaldamento domestico e di altri 889 euro sui costi di alimentazione dell’auto elettrica (grafico in basso) rispetto a un veicolo diesel o benzina. Secondo altre ipotesi risultati che potrebbero essere ritenuti anche piuttosto conservativi.

Secondo gli autori, il vantaggio economico dell’elettrificazione domestica sarebbe anche destinato ad aumentare in presenza di nuove impennate dei prezzi fossili, come quelle sperimentate dall’Europa negli ultimi tempi. 

Il caso italiano

Per l’Italia il report assume un fabbisogno termico medio domestico di 22 MWh/anno per un’abitazione unifamiliare da 150 mq, valore superiore alla media Ue stimata in 14 MWh/anno.  

Pertanto, una pompa di calore aria-acqua consentirebbe un risparmio energetico annuale di circa 890 euro rispetto a una caldaia a gas, che potrebbe salire a 930 euro in caso di riequilibrio fiscale tra elettricità e gas.  

Il calcolo si basa su un’efficienza del 330% per la pompa di calore contro il 97% della caldaia a gas, assumendo prezzi energetici Eurostat aggiornati e l’introduzione dell’ETS2, con un incremento del 10% del prezzo del gas naturale.  

Per quanto riguarda la mobilità privata, invece, il rapporto considera percorrenze medie di 19.200 km annui e una sostanziale equivalenza di costo iniziale tra auto elettrica e auto endotermica.  

Massimizzare i benefici dell’elettrificazione

Il report collega convenienza economica e struttura del sistema energetico nazionale. Secondo il think tank, infatti, l’elettrificazione domestica produce il massimo beneficio quando il mix elettrico è poco dipendente dal gas. Nel caso italiano, però, il gas continua a rappresentare quasi la metà della generazione elettrica nazionale, il 47% (grafico in basso, basato su dati Ember).

Questo fattore è centrale perché il vantaggio competitivo delle pompe di calore dipende dal rapporto tra prezzo dell’elettricità e prezzo del gas. Se il prezzo dell’elettricità resta elevato, parte del beneficio derivante dalla maggiore efficienza delle tecnologie elettriche viene eroso. 

Per questo Concito individua nella fiscalità energetica uno dei principali ostacoli alla diffusione delle pompe di calore in Europa. In molti Stati membri, Italia compresa, l’elettricità continua infatti a essere tassata più del gas.  

La raccomandazione politica è quella di ridurre il carico fiscale sull’elettricità almeno fino a raggiungere un rapporto di tassazione “1:1” con il gas naturale oppure, nel caso della mobilità elettrica, di portare la tassazione elettrica al minimo consentito dalle norme europee.  

La barriera dei costi iniziali 

Se per le auto elettriche il report assume ormai costi di acquisto comparabili con quelli delle vetture tradizionali, per le pompe di calore il problema principale resta l’investimento iniziale. 

Il documento stima un costo medio di circa 12.870 euro per una pompa di calore installata contro circa 4.350 euro per una caldaia a gas.

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Da qui la necessità di meccanismi di supporto pubblico mirati soprattutto alle famiglie con minore capacità di investimento. Si stima che, a livello europeo, un incentivo medio di circa 4.500 euro consentirebbe di ridurre il tempo di ritorno dell’investimento a circa cinque anni.  

Per la famiglia italiana, tuttavia, il tempo di ritorno appare relativamente più favorevole rispetto ad altri Paesi grazie all’elevato fabbisogno termico medio, che aumenta i risparmi annuali ottenibili dalla pompa di calore. 

Meno import fossili e più sicurezza energetica 

Il report insiste molto anche sugli effetti sistemici dell’elettrificazione. Secondo le stime riportate, la sostituzione di 65 milioni di caldaie a gas nell’Ue potrebbe dimezzare la dipendenza europea dalle importazioni di gas, mentre la sostituzione di metà del parco auto endotermico ridurrebbe del 20% le importazioni petrolifere.  

La questione viene letta soprattutto in chiave geopolitica: le recenti tensioni internazionali e la volatilità dei prezzi energetici avrebbero mostrato come la dipendenza europea dai combustibili fossili continui a rappresentare un fattore di vulnerabilità economica per famiglie e imprese. Un tema su cui è tornata a esprimersi di recente anche la Bce (si veda Bce: le rinnovabili proteggono dallo shock energetico).

Da qui la conclusione del think tank: l’elettrificazione dei consumi finali diventa anche una politica industriale, sociale e di sicurezza energetica. Una transizione che, secondo gli autori, richiede però un mix coerente di energia elettrica a basso costo, riforme fiscali e strumenti finanziari in grado di abbattere la barriera dell’investimento iniziale.

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