Sblocca Italia, trivelle facili, ecobonus incerto. Le misure sull’energia

Una spinta a trivellare per estrarre idrocarburi nazionali, realizzare gasdotti e rigassificatori e nuove autostrade. Sulle detrazioni fiscali per l'efficienza energetica e il FV coperture da verificare. Sono questi i tratti fondamentali per quel che riguarda l'energia del DL Sblocca Italia, passato al CdM.

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Sull’ecobonus destino ancora incerto, mentre ad essere sicura è la spinta a trivellare per estrarre gli idrocarburi nazionali, realizzare rigassificatori e gasdotti, tra cui il TAP, e nuove autostrade. Sono questi i tratti fondamentali del DL Sblocca Italia, passato al Consiglio dei Ministri venerdì 29 agosto. Un provvedimento, va detto, che per ora resta fondamentalmente work in progress: il CdM ha approvato solo le linee guida e il testo finale arriverà a giorni dopo che si sarà risolto il problema della sostenibilità economica (in allegato in basso un versione assolutamente provvisoria e le linee guida approvate, qui alcuni commenti sul provvedimento).

Focus del provvedimento, come sappiamo, sono i cantieri delle opere da sbloccare. Come spiega Palazzo Chigi, si mettono sul piatto poco meno di 4 miliardi di euro di investimenti in grado di liberare 10 miliardi di opere cantierabili in 12 mesi. Ci sono norme che sbloccano opere già finanziate in modo che i cantieri possano partire in anticipo rispetto alle previsioni, vengono sbloccate opere già finanziate con immissione di nuove risorse a condizione che i cantieri aprano nell’arco di dieci mesi dall’approvazione del decreto, si favoriscono gli investimenti privati nelle autostrade attraverso la revisione e quindi l’eventuale allungamento delle concessioni. Tra le opere previste, tanto asfalto oltre a qualche intervento a favore del trasporto ferroviario e degli aeroporti: sotto l’elenco dei cantieri, tra i quali anche la nuova e discussa autostrada Orte-Mestre.

Per quel che riguarda l’energia si apre una vera e propria corsia preferenziale per chi vuole trivellare. Nelle parole dell’Esecutivo: “si è proceduto (…) alla valorizzazione dei non trascurabili giacimenti di idrocarburi presenti sul territorio nazionale, sbloccando cospicui investimenti (ipotizzabili in 15 miliardi di euro)”. In pratica, stando a quanto emerge dalla bozza, per prospezione, ricerca e coltivazione per estrarre gas e petrolio basterà una concessione unica della durata di 30 anni, 10 in più rispetto alla normativa precedente. Inoltre viene accentrato il potere autorizzativo per la Valutazione di impatto ambientale dei progetti dalle Regioni al Ministero dell’Ambiente: entro 90 giorni le Regioni dovranno inviare al Ministero tutte le istruttorie dei titoli vigenti e dei procedimenti in corso.

Altro punto del provvedimento: un pacchetto di misure che “riconoscono la natura strategica delle infrastrutture di importazione, trasformazione e stoccaggio del gas”. A tal proposito, nel corso della conferenza stampa il premier Renzi ha reso noto che per il “combinato disposto” del parere favorevole (con prescrizioni) appena rilasciato dalla Commissione di Via e del DL, il gasdotto transadriatico o TAP dall’Azerbaijan – anche se manca ancora il decreto di autorizzazione unica del MiSE – è da considerarsi approvato (il 20 settembre missione a Baku per il battesimo ufficiale).

Il DL contiene poi una revisione della normativa sugli incentivi ai veicoli a bassa emissione mentre c’è la solita suspense per l’attesa proroga dell’ecobonus, ossia delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica negli edifici.

Nella bozza circolata prima del CdM infatti si prevede una proroga delle detrazioni per l’efficienza energetica e gli adeguamenti antisismici. La percentuale detraibile, da gennaio 2015, anzichè passare dal 65% al 50% per tutti gli intervent ammessi come previsto, verrebbe estesa con percentuali del 50, dell 55 o del 65% a seconda del tipo di intervento. Altro disposizione notevole contenuta nella bozza dello schema di DL: per “l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia” e si riconferma la detrazione al 50%. Se ciò verrà confermato, cioè, sembra di capire, anche nel 2015 ci sarà la detrazione del 50% per installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa o una stufa a legna o a pellet anche senza sostituire l’impianto di riscaldamento esistente (se si sostituisce l’impianto esistente si ha comunque diritto alla detrazione del 65% per l’efficienza energetica o al Conto Termico, mentre le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, di cui godono i due interventi citati, secondo la normativa attuale dal 2015 scenderà dal 50 al 40%).

Come detto quanto sopra non è ancora confermato: non si sa però se queste norme troveranno posto nella versione finale del testo. Si stanno infatti verificando proprio in queste ore le coperture economiche e anziché nel DL in questione le proroghe potrebbero essere recepite con la prossima Legge di Stabilità.

Il comunicato stampa del Governo

Le slide di presentazione del provvedimento (pdf)

L’elenco delle opere “sbloccate” (pdf)

La bozza provvisoria circolata prima del CdM (pdf)

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