Dove va l’energia in Italia? La relazione dell’Autorità per l’energia e il gas

Presentata oggi la relazione annuale dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Continua la crescita delle rinnovabili, che pesano ormai per il 25% della produzione. Le aziende pagano l'elettricità il 26% in più rispetto al resto d'Europa. Timore per l'andamento del prezzo del petrolio.

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Presentata oggi la relazione annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, documento fondamentale per capire dove sta andando il mondo dell’energia in Italia.


Diversi i punti evidenziati dalla relazione. C’è il consueto confronto tra le bollette italiane e quelle del resto d’Europa. Le famiglie italiane con bassi consumi pagano l’energia elettrica ad un prezzo inferiore del 12% al lordo delle imposte, rispetto ai livelli medi europei, mentre chi ha consumi alti e le aziende paga bollette più salate rispetto alla media UE: circa il 12% in più per chi consuma più di 5mila kWh l’anno e circa il 26% in più per le aziende con consumi oltre i 500 MWh anno.


Tornano a crescere i consumi dopo la contrazione del 2009: nel 2010 la domanda di energia elettrica è cresciuta dell’1,8%.


Tra le fonti usate per la produzione elettrica crescono le rinnovabili + 8,6% rispetto al 2009, raggiungendo 75,2 TWh, il 25,2% del totale. Ritmi di crescita molto sostenuti per l’eolico  (+29,1%), biomasse e rifiuti (+21,6%) e fotovoltaico, arrivato, stando a dato ancora provvisori, a circa 1.600 GWh, contro i 677 GWh dell’anno precedente. Cresce poi anche il gas (+ 4,4% per 153,8 TWh, 51,6% del totale) cala la produzione da prodotti petroliferi (–31,7%, 10,8 TWh), che segue alla riduzione dell’anno precedente (–17,3%).


Riguardo alla sicurezza degli approvigionamenti energetici si spiega che, se nemmeno la crisi libica la mette in pericolo, permane un rischio prezzi: la disponibilità di greggio per il momento resta “ampia” ma desta crescente preoccupazione la speculazione. Per quel che concerne il prezzo del gas, si fa notare come la forte riduzione del prezzo sul mercato americano, dovuta allo sviluppo dei giacimenti non convenzionali (shale gas), non si sta facendo sentire in Europa.


A questo link trovate la versione integrale del documento, assieme al discorso del presidente dell’Autorità, Guido Bortoni.

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