Il Governo più verde della storia britannica?

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Per David Cameron il primo obiettivo è tagliare del 10% le emissioni prodotte dal Governo centrale nei prossimi 12 mesi. I leader della coalizione composta da conservatori e liberal-democratici affermano che la lotta ai cambiamenti climatici e la green economy saranno tra le priorità del governo. Gli ambientalisti faranno da sentinelle.

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“Non mi interessa ascoltare accorate parole sull’ambiente, voglio invece vedere azioni concrete, perché desidero che questo sia il governo più verde di sempre”, ha detto il neo Primo Ministro britannico, David Cameron, lo scorso venerdì di fronte allo staff del Dipartimento dell’Energia e del Cambiamenti Climatici (DECC), annunciando che il primo obiettivo da realizzare è tagliare del 10% le emissioni prodotte dal Governo centrale nei prossimi 12 mesi e accelerare lo sviluppo di una economia a basso contenuto di carbonio.

A quanto pare, l’ambiente sarà tra le principali priorità del governo di coalizione giallo-blu guidato dal conservatore Cameron. Il suo intervento ha rassicurato tutto il DECC che verrà probabilmente amministrato dal liberale Chris Huhne. Quest’ultimo ha tenuto a precisare che “i cambiamenti climatici sono nella mia, nella nostra visione, la più grande sfida dell’umanità”, aggiungendo che su questa linea intende “andare molto più avanti e molto più velocemente di quanto non sia stato fatto finora”.

La coalizione governativa costituita da conservatori e liberal-democratici ha promesso questa azione nell’ambito della “campagna 10:10“, sostenuta anche dal quotidiano The Guardian, che chiede a istituzioni, cittadini, imprese e a tutte le organizzazioni del paese di ridurre del 10% le proprie emissioni di gas serra. Hanno aderito finora oltre 65mila cittadini, 2.610 imprese e 3.100 organizzazione e istituzioni scolastiche.

Oggi le emissioni prodotte dal Governo sono stimate in circa l’1% del totale di quelle della Gran Bretagna (equivalgono a quelle della città di Liverpool) e una riduzione del 10% ammonterebbe a 600.000 tonnellate di CO2 all’anno.

Vedremo alla prova dei fatti la concretezza di questo impegno, che farebbe anche risparmiare qualche centinaio di milioni di sterline alle casse dello Stato. Lo stesso Cameron ha annunciato che potrà essere valutato da tutti in tempo reale, attraverso un sistema innovativo che informerà in maniera trasparente sui consumi energetici del governo centrale.

Questo slancio verde è stato ben accolto da tutto il settore ambientalista, sebbene alcuni come Deborah Doane, direttrice del World Development Movement, abbiano fatto notare che non basta spegnere le luci per diventare il governo più verde della storia. Servirebbero invece politiche molto decise per tagliare in maniera drastica le emissioni del paese, spiegando anche all’opinione pubblica quale sarà l’approccio che si vorrà assumere nella fase del post-Copenhagen. “La preoccupazione è che anche il programma dei conservatori – ha detto Deborah Doane – sembra ignorare completamente la fase negoziale internazionale sui cambiamenti climatici“.

La coalizione ha già dichiarato che intende mettere una tassa sul carbonio, ma non è ancora chiaro se sarà sufficientemente alta da incoraggiare gli investimenti anche sul nuovo nucleare, un punto, questo, che non trova d’accordo conservatori e liberal-democratici; questi ultimi infatti sarebbero contrari alla costruzione di nuove centrali atomiche.

Certamente non saranno in pochi a fare da sentinella al nuovo governo britannico sul fronte energia-ambiente, ma a livello istituzionale, almeno a sentire le prime dichiarazioni, non viene negato né il global warming né la forza strategica della green economy. Dal nostro osservatorio italiano questa sembra già una visione illuminata e progressista.

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