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SEN, il Senato: “incentivare le rinnovabili con fiscalità ambientale”

Tra gli impegni chiesti al Governo dalla XIII Commissione del Senato nella risoluzione sulla Strategia Energetica Nazionale, c'è anche quello ad attuare una riforma della fiscalità ambientale in grado di garantire “incentivi impliciti alle fonti rinnovabili”. Il testo della risoluzione.

Dopo il giro di audizioni di associazioni e stakeholder, sì è concluso l’approfondimento della XIII Commissione Ambiente del Senato sui profili ambientali della Strategia energetica nazionale.

La commissione ha approvato una risoluzione con gli impegni al Governo in vista della revisione della strategia, mentre il ministro dell’Ambiente è intervenuto con un suo discorso sulla SEN (ne parliamo in un secondo articolo).

Nella risoluzione (in allegato in basso), il Senato impegna il Governo a (dal testo depositato, neretti nostri):

promuovere la più ampia partecipazione nel processo di revisione della Strategia energetica nazionale, in grado di raccogliere proposte ed indirizzi anche da quei soggetti e portatori di interesse privati e pubblici che più di altri sono già impegnati in percorsi di transizione energetica e di decarbonizzazione;

a orientare la revisione della Strategia energetica nazionale al rispetto degli obiettivi sottoscritti con l’accordo di Parigi nel 2015 e definiti nel piano operativo alla conferenza di Marrakech, avendo come orizzonte temporale il 2050 e le indicazioni operative il 2030;

 a rendere la Strategia energetica nazionale coerente con la strategia di sviluppo a basse emissioni di carbonio e con la strategia nazionale di sviluppo sostenibile, nel quadro di un impegno alla definizione di una strategia climatica nazionale;

a definire gli obiettivi e le azioni settoriali coerenti con il quadro strategico complessivo, massimizzando le reciproche sinergie;

a prevedere la revisione del sistema di governance nel settore energetico, individuando un soggetto unico in grado di coordinare e semplificare l’insieme delle azioni e delle misure già previste nell’ambito dell’attività dei vari Ministeri
coinvolti nonché di altri enti pubblici,per rendere più efficace e produttiva la realizzazione delle diverse azioni;

 a promuovere la ricerca, le innovazioni tecnologiche nei diversi ambiti indicati, e sostenere l’applicazione e lo sviluppo di nuove tecnologie nel settore delle fonti energetiche rinnovabili, dei sistemi di accumulo e di distribuzione, nel settore dell’efficientamento energetico;

 a definire politiche di decarbonizzazione rafforzate, supportate anche da un’adeguata e coerente fiscalità ambientale, per rendere più convenienti le fonti rinnovabili con incentivi impliciti ai combustibili alternativi e all’efficienza, in grado di sostenere il raggiungimento degli obiettivi europei sull’economia circolare, di rilanciare il sistema degli ETS, rivedendo il sistema delle accise sulla base delle emissioni di CO2;

a sostenere nella pianificazione delle infrastrutture strategiche del Paese misure di mitigazione ambientale e di riforestazione per contribuire, come già accade nelle strategie energetiche di altri Stati membri della Unione europea, alla riduzione e alla cattura della CO2;

 a promuovere e sostenere l’adozione di misure, sostegni e incentivi che contengano e riducano fortemente le emissioni di inquinanti – industriali, dei veicoli stradali e degli impianti di riscaldamento civili – ai fini del miglioramento della qualità dell’aria, soprattutto nel bacino padano nonché in tutte le altre aree del Paese gravate da situazioni di criticità – ad esempio, le aree di Brindisi e Taranto.”

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