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A carte scoperte sul global warming

La Securities and Exchange Commission americana rende effettivo l'obbligo per le società quotate di comunicare pubblicamente e dettagliatamente i rischi che il cambiamento climatico comporta per i loro affari. Le decisioni di investimento non possono più permettersi di ignorare la questione delle emissioni climalteranti.
Le società americane quotate in borsa non avranno più scuse e dovranno dire chiaro e tondo agli investitori quali effetti le loro attività avranno sui cambiamenti climatici e le politiche che intedono attuare per mitargare tali impatti. Se l'obbligo teoricamente esisteva già, è solo con il provvedimento preso ieri dalla Securities and Exchange Commission (la SEC - l'organismo governativo Usa di vigilanza sui mercati azionari) che rischi e opportunità legati al clima diverranno a ogni effetto parte integrante della relazione annuale obbligatoria.

Con tre voti favorevoli e due contrari (quelli dei due membri repubblicani) la SEC infatti ha approvato le linee guida che specificano gli obblighi di comunicazione in materia di rischi legati alla questione clima, ponendo fine così alla vaghezza dell'interpretazione delle regole precendenti che consentivano di evitare di informare sugli impatti ambientali. Ora le società – spiega l'organismo di vigilanza – ogni anno dovranno dettagliare e quantificare i 3 tipi di impatto connessi all'effetto serra.

Primo fra tutti quello fisico dovuto ai cambiamenti climatici veri e propri: una compagnia assicurativa, ad esempio, deve informare gli investitori dell'aumento del rischio dovuto alla maggior frequenza di fenomeni metereologici estremi conseguenza del riscaldamento in atto. Non secondario poi l'impatto delle attività alla luce di specifiche leggi e regole – trattati internazionali compresi – che puntano a limitare le emissioni: si pensi agli effetti che queste hanno e avranno sulle attività più energivore. Infine, le società dovranno stimare e dare conto anche delle conseguenze indirette, come ad esempio la diminuzione della domanda di prodotti che producono molte emissioni rispetto ad alternative meno inquinanti.

Il provvedimento, pur se non introduce nuovi obblighi legali, rende più difficile evitarli: darà un ottimo appiglio agli azionisti che vogliono rifarsi sulle aziende nel caso queste non abbiano comunicato correttamente rischi e opportunità legati al clima che cambia. Una vittoria per quei fondi d'investimento attenti alla questione che da tempo chiedevano alla SEC di chiarire gli obblighi delle società in materia. E infatti la prima soddisfatta reazione è arrivata dalla maggiore rete di investitori attenti al clima, quella di Ceres – Investors network on Climate Risk-Environmental Defence Fund.

In un comunicato si sottolinea come si tratti del primo obbligo al mondo di comunicazione del rischio valido per un'intera economia. Mindy Lubber, presidente del Ceres e direttrice dell'Investor Network on Climate Risk ha affermato: "Il voto di oggi è un forte richiamo alla vastità dei rischi e delle opportunità che il cambiamento climatico presenta per le società statunitensi e all'urgenza di integrarli nelle decisioni di investimento. I rischi dei cambiamenti climatici per il business non possono essere ignorati. Con queste indicazioni (nuovi obblighi chiariti dalle linee guida, ndr) gli investitori possono prendere decisioni più ponderate basate su di una migliore informazione, mentre le aziende giocheranno su un campo livellato con standard e aspettative chiare riguardo alla comunicazione".
Insomma, il business negli Usa dovrà fare sempre di più i conti a carte scoperte con il global warming.
 
Inoltre il provvedimento si aggiunge ad altre misure che vanno in questo senso. L'associazione nazionale dei regolatori del settore assicurativo (NAIC) aveva già deciso infatti di obbligare tutte le compagnie con premi annuali superiori ai 500 milioni di dollari a rendere pubblico il proprio rischio economico legato al clima. In aggiunta, dal 1° gennaio le emissioni di 10mila attività vengono monitorate dall'EPA (Environmetal Protection Agency) e ad ottobre la stessa SEC aveva cambiato le regole rendendo più facile per gli investitori informarsi sulle performance ambientali e sociali delle società. Ora gli investitori stanno facendo sentire la loro voce a riguardo: sono infatti già iniziate le battaglie legali contro aziende che avevano omesso di rendere pubblici i propri rischi legati alla questione clima.


GM

29 gennaio 2010
 
 




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