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Usa, Biden sfrutta una legge di guerra per finanziare la produzione di pompe di calore

Il presidente americano stanzia 161 milioni dell'Inflation Reduction Act sfruttando il Defense Production Act che consente di intervenire in settori che contribuiscano alla sicurezza nazionale.

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Già usato recentemente per incentivare la produzione di circuiti integrati, oppure per accelerare la produzione di vaccini anti-Covid, il Defense Production Act torna nuovamente utile al presidente americano Joe Biden, che venerdì scorso (17 novembre) ha annunciato che vi farà ricorso per mobilitare una massiccia produzione nazionale di pompe di calore.

Si tratta di un provvedimento legislativo che consente al governo Usa di destinare grandi somme del bilancio pubblico in settori che contribuiscano alla sicurezza nazionale, il che significa che la Casa Bianca considera lo sviluppo di energia verde fondamentale per la salvaguardia del Paese.

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (Doe) potrà contare su 161 milioni di dollari dell’Inflation Reduction Act – considerato come il più grande investimento sul clima della storia – che consentiranno alle aziende americane di costruire pompe di calore per soddisfare le esigenze di oltre 300mila abitazioni.

Secondo il Rocky Mountains Institute (RMI), già oggi le pompe di calore residenziali detengono una quota del 58% del mercato annuale Usa dei dispositivi per il riscaldamento domestico (dieci anni fa erano al 43%). Ma mentre quasi il 90% delle famiglie statunitensi utilizza l’aria condizionata, solo il 15% ha una pompa di calore come dispositivo principale per il riscaldamento.

Incoraggiando la diffusione dei dispositivi nelle case statunitensi l’amministrazione Biden sta cercando di abbassare le bollette del riscaldamento. Il tema è stato inoltre recentemente affrontato anche da una coalizione bipartisan di 25 governatori, nota come Climate Alliance, che si è posta come obiettivo l’installazione di 20 milioni di pompe di calore elettriche residenziali entro il 2030.

Grazie ai 161 milioni il Doe ha selezionato nove progetti da finanziare che riguardano stabilimenti distribuiti in 13 Stati: Arkansas, Georgia, Kentucky, Louisiana, Michigan, Missouri, New York, Pennsylvania, Carolina del Sud, Texas e Wisconsin. La fetta più grande della somma, 50 milioni di dollari, andrà a Mitsubishi Electric US Inc. per un progetto in Kentucky che prevede la costruzione di un impianto di produzione di compressori a capacità variabile per pompe di calore adatte a tutti i climi. Questi componenti sono solitamente prodotti in Cina, dalla quale gli Usa vogliono quindi provare a rendersi più indipendenti in questo specifico settore.

York International Corp. ha ricevuto 33,07 milioni di dollari per tre progetti in Pennsylvania e Texas per accelerare il ritmo di adeguamento di tre dei suoi siti di produzione su suolo americano.

Il terzo importo più grande, 17,61 milioni di dollari, è andato a Ice Air LLC per un impianto di produzione a Spartanburg, nella Carolina del Sud, che amplierebbe la capacità di immissione sul mercato di pompe di calore aria-aria e aria-acqua per climi freddi e dispositivi geotermici.

“Il presidente Biden sta usando i suoi poteri di emergenza in tempo di guerra ai sensi del Defense Production Act per potenziare la produzione statunitense di tecnologie pulite e rafforzare la nostra sicurezza energetica”, ha affermato Ali Zaidi, consigliere nazionale per il clima. “Questa accelerazione della produzione di pompe di calore elettriche – ha aggiunto – mostra anche come il programma di Biden stia facendo avanzare l’innovazione americana, tagliando le bollette energetiche per le famiglie e affrontando direttamente la crisi climatica”.

I 161 milioni sono peraltro utilizzati nell’ambito dell’iniziativa Justice40, secondo la quale il 40% dei benefici di determinati investimenti, compresi quelli destinati all’energia pulita e all’edilizia abitativa, deve essere a vantaggio delle comunità svantaggiate. Per queste ultime si profila, oltre al risparmio in bolletta, anche la creazione di circa 1.700 posti di lavoro.

Le pompe di calore sono considerate di rilevanza strategica anche in Europa: lo scorso 16 marzo la Commissione europea le ha inserite all’interno del Net-Zero Industry Act, il pacchetto di norme a supporto del Green Deal per un quadro normativo semplificato che miri a promuovere gli investimenti in prodotti fondamentali per gli obiettivi Ue di neutralità climatica.

In parallelo, a Bruxelles è allo studio un piano per 10 milioni di nuove installazioni entro il 2027. A questo dato vanno poi aggiunte altri 30 milioni di impianti in più rispetto al 2020, grazie all’eliminazione graduale delle caldaie individuali da portare avanti entro il 2029 nell’ambito della nuova progettazione ecocompatibile.

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