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Semplificazioni e rinnovabili: i passi avanti e le criticità secondo Elettricità Futura

Un webinar organizzato dall'associazione sul DL Energia 17/2022 ha illustrato le semplificazioni degli iter autorizzativi per gli impianti a fonti rinnovabili, ma anche la mancanza di una chiara governance in grado di accelerare il settore.

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Elettricità Futura ha dedicato un webinar sul DL Energia 17/2022 che contiene numerose semplificazioni degli iter autorizzativi per gli impianti rinnovabili (vedi QualEnergia.it).

Secondo Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura “ogni misura di semplificazione della burocrazia delle rinnovabili è positiva, ma la reale efficacia dipende dalla capacità di inserirle in una più ampia e organica riforma della governance dei processi autorizzativi”. Ha aggiunto che “sebbene siano positive, ad esempio, le novità sulla Procedura Abilitativa Semplificata, resta ferma la necessità di affiancare a questi provvedimenti frammentati una visione complessiva che garantisca una vera programmazione energetica”.

Il presidente di EF ha evidenziato la mancanza di un nuovo Piano nazionale energia clima, atteso da un anno, e aggiornato sui nuovi obiettivi europei del Fit for 55.

Così come, ha spiegato, mancano i Piani energetici regionali con una suddivisione dell’obiettivo per le fonti rinnovabili, tutte carenze che non fanno che reiterare i vecchi approcci di resistenza alle rinnovabili da parte delle soprintendenze.

Con il DL Energia sono state ampliate le aree da considerare sicuramente idonee allo sviluppo dei progetti di fonti rinnovabili. Si è evidenziato però nel corso del webinar che è diventato molto urgente definire chiaramente le aree dove installare i nuovi impianti, perché nell’attesa che il processo venga completato, le Regioni procrastinano le autorizzazioni.

Per sciogliere il nodo delle aree idonee si dovrà attendere fino a fine 2022, quando le Regioni definiranno un quadro completo delle aree. Per questo sarebbe più opportuno, dicono dall’associazione, definire soltanto le aree non idonee, cioè dichiarare che sono idonee tutte le aree tranne quelle sottoposte a particolari vincoli.

Nonostante la pubblicazione del DL Energia e dei piccoli passi avanti, che EF rivendica grazie al suo impegno, Re Rebaudengo prevede che non si riusciranno a installare tutte quelle rinnovabili necessarie a tagliare il 20% delle importazioni di gas “Non si vede ancora per le rinnovabili la stessa fretta e urgenza che si applica ai rigassificatori e all’inceneritore nel Lazio”, ha concluso.

In attesa che ulteriori misure sull’energia arrivino dalla conversione del Decreto n. 21/2022 c.d. “Taglia Prezzi”, nel webinar si è data visione di tutte le novità introdotte dal DL Energia che, come sappiamo, interviene su varie materie, come fotovoltaico, repowering eolico, efficienza energetica, accumuli, biometano, aree idonee e altri ambiti collegati alle rinnovabili.

Cosetta Viganò, Responsabile Affari Normativi e Regolatori, Area Affari Tecnici di Elettricità Futura, nel suo intervento (disponibili la presentazione in basso) ha illustrato e commentato le semplificazioni degli iter autorizzativi, tra cui l’estensione della Dichiarazione inizio lavori asseverata (DILA) e della Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) a ulteriori interventi.

Secondo Edoardo De Luca, Responsabile Affari Legali ed Istituzionali di Elettricità Futura, le misure del DL Energia lasciano aperte ancora troppe problematiche e non sono sufficienti a dare la necessaria accelerazione alle rinnovabili. Il quadro normativo risulta poco chiaro perché sempre più stratificato nel tempo. Ad accrescere l’incertezza degli investitori si aggiungono i ritardi nell’implementazione dei nuovi provvedimenti.

In termini di semplificazioni autorizzative – spiega – rimangono ancora insolute le principali criticità delle rinnovabili, restano i “colli di bottiglia” delle procedure autorizzative bloccate tra la frammentazione delle competenze fra Stato, Regioni e Province, i ritardi normativi e la tendenziale contrarietà del Ministero della Cultura ai progetti rinnovabili, anche esterni alle aree vincolate.

Tra gli interventi istituzionali quello di Luca Squeri, componente della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Camera dei Deputati, e di Giovanni Di Scipio, Vice Capo Ufficio Legislativo vicario del Ministero della Transizione Ecologica.

Squeri ha parlato di frammentazione delle competenze in materia di energia tra i diversi livelli di governance, confermando che “più le regole sono certe e chiare, più è facile per gli operatori attuare i piani. Ma al momento il quadro non è ancora tale”. Ha poi sottolineato l’urgenza di dotare il nostro Paese di una Strategia energetica, di definire le aree idonee e la nomina di un Commissario.

Di Scipio ha condiviso il punto di vista del MiTE sulle misure approvate, aggiungendo che le tensioni geopolitiche e l’emergenza energetica richiedono ancora più attenzione nell’avvio di misure di semplificazione burocratica degli iter autorizzativi per le rinnovabili.

Facendo una ricostruzione di tutte le semplificazioni avviate finora, ha anche lui sottolineato che si tratta di un quadro complesso, fin troppo frammentato, e che potrebbe essere utile riassumere tutte le misure in un testo unico.

Sul tema delle aree idonee Di Scipio ha ricordato che il parere del Ministero della Cultura è obbligatorio ma non vincolante e che i tempi per le autorizzazioni si stanno riducendo a un terzo, e che si sta facendo lo sforzo di identificare piuttosto solo le aree certamente non idonee, anticipando così la tempistica per la definizione delle aree.

Registrazione del webinar (durata: 1h 40’)

Presentazione di Cosetta Viganò – Il DL Energia. Le principali misure per lo sviluppo delle energie rinnovabili (pdf)

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