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Rinnovabili in Sicilia, tra il forte interesse degli investitori e i limiti della rete

Su fotovoltaico ed eolico galleggiante si concentra l'attenzione degli investitori in Sicilia. Prospettive e criticità della transizione energetica in una video intervista a Roberto Sannasardo, Energy Manager della Regione Siciliana, incontrato a Marsala durante la Energy Conference.

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Mare, sole, vento. Tre elementi che mettono la Sicilia al centro degli interessi anche degli investitori delle energie rinnovabili (il 25% di tutte le richieste nazionali di connessione a Terna).

Con il nuovo burden sharing – la ripartizione regionale della quota di energia prodotta con fonti rinnovabili, in vista degli obiettivi europei – sembra che il governo stia valutando di assegnare all’isola un obiettivo più ambizioso, che dovrebbe portare la Sicilia ad avere circa 10,38 GW di installato al 2030 (a fine 2023 l’installato era di 4,7 GW, di cui 4,4 GW tra eolico e FV, ndr).

Come per le comunità energetiche, si tratta di un’opportunità da cogliere, ci dice Roberto Sannasardo, Energy Manager della Regione Siciliana, per un territorio che ha un tasso di povertà energetica del 22%, ma anche una notevole sfida per la rete elettrica, che andrà sviluppata nei prossimi anni per consentire questa nuova generazione di energia pulita.

C’è dunque tanto interesse soprattutto per il fotovoltaico a terra (e per l’agrivoltaico) e per l’eolico galleggiante; quest’ultima, una tecnologia ancora in fase sperimentale ma con una grande potenzialità anche per le risorse ventose presenti nel canale di Sicilia. Un porto strategico adatto alla realizzazione della tecnologia potrebbe poi essere sviluppato a Termini Imerese oppure ad Augusta.

Dei prossimi passi per la transizione energetica siciliana abbiamo parlato in questa video intervista con l’energy manager, incontrato durante la sesta edizione dell’Energy Conference organizzata da Energia Italia a Marsala, il 24 e 25 gennaio.

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