Alle rinnovabili servono lavoratori qualificati ma la formazione è carente

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La Renewable Energy Skills Partnership pubblica un breve position paper con alcune indicazioni su come colmare il divario e sviluppare le professionalità necessarie alla transizione energetica.

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L’elettrificazione dei sistemi energetici dell’Unione europea e la completa transizione alle fonti rinnovabili non potranno avvenire senza un’adeguata forza lavoro qualificata.

Un fattore che cerchiamo sempre di evidenziare nei nostri articoli, soprattutto quando si indicano obiettivi particolarmente ambiziosi.

I lavoratori delle rinnovabili dovranno sviluppare nuove competenze e apprendere l’uso delle tecnologie emergenti, mentre quelli provenienti da altri settori dovranno puntare sull’aggiornamento e sulla riqualificazione professionale.

Attualmente però “le politiche nazionali non riescono a fornire i giusti incentivi ai futuri lavoratori per entrare nella forza lavoro green”, denuncia in un position paper (link in basso) la Renewable Energy Skills Partnership (Resp), composta da associazioni delle rinnovabili e installatori di tecnologie green lanciata a marzo 2023.

Un’esigenza impellente, visto che si continuano ancora a formare più lavoratori per il comparto dell’energia fossile rispetto a quelli delle fonti rinnovabili. Ad esempio, oggi, il 68% dei titoli di studio energetici su scala mondiale è ancora incentrato sulle fossili e solo il 32% sulle rinnovabili, come rivela uno studio che si basa su una revisione di 18.400 università in 196 paesi.

Esattamente come il futuro sistema energetico – si legge nel position paper – anche le competenze dovranno essere adattabili e coordinate a livello europeo, così da poter essere condivise. A margine della chiusura dell’Anno europeo delle competenze, concluso lo scorso 30 aprile e segnato da diverse iniziative e finanziamenti per sostenere le risorse umane alla base della transizione digitale ed energetica, il Partenariato ha formulato alcune raccomandazioni in materia, divise in 4 macro aree.

Priorità alle competenze e alla creazione di forza lavoro

Per evitare che si crei un divario tra gli ambiziosi Piani Nazionali per l’Energia e il Clima (Necp) dei Paesi membri e la forza lavoro che dovrebbe attuarli,  si suggerisce di mettere al centro dei piani nazionali e internazionali la creazione di posti di lavoro.

Tra i suggerimenti pratici c’è quello di “istituire rapidamente la nuova piattaforma Net-Zero Europe, come organismo centrale di coordinamento per la valutazione, il monitoraggio e la previsione della domanda e dell’offerta di forza lavoro a livello europeo”.

Aumentare la visibilità e l’attrattività delle carriere

Attualmente, la necessità di lavoratori qualificati e la varietà di carriere tecniche, scientifiche e ingegneristiche nel settore dell’energia pulita sono sottovalutati. La sensibilizzazione su queste dimensioni negli ambiti dell’istruzione e del mercato del lavoro è essenziale, per il successo delle politiche delle fonti rinnovabili.

Potrebbe avvenire, ad esempio, attraverso campagne di sensibilizzazione per attirare un maggior numero di lavoratori tra gli studenti e le persone in cerca di lavoro e, allo stesso tempo, promuovendo un’esposizione precoce alle possibilità di carriera nelle rinnovabili, includendo contenuti didattici nelle scuole primarie e secondarie.

Riconoscimento internazionale e mobilità

I percorsi formativi possono essere troppo restrittivi in termini di prospettive di lavoro. Inoltre, spesso mancano informazioni sulle opportunità che i lavoratori hanno di partecipare a programmi di riqualificazione che permettano loro di passare da un settore all’altro.

Favorire la mobilità è una delle risposte alle esigenze del settore: si potrebbe favorire ad esempio promuovendo un approccio multi-tecnologico nella formazione professionale, così da far conoscere agli apprendisti diversi tipi di impianti Fer. Allo stesso tempo, i decisori dovrebbero sforzarsi di riconoscere a livello continentale le qualifiche e le certificazioni per questo tipo di professioni, per garantire la mobilità transfrontaliera dei lavoratori.

Focus sulle esigenze professionali

Le associazioni suggeriscono di promuovere un approccio modulare alla formazione professionale, che consista nello strutturare la formazione attorno a moduli chiave che possono essere comuni a più tecnologie.

Allo stesso tempo, andrebbe sostenuto lo sviluppo di programmi di formazione nei settori delle autorizzazioni, delle valutazioni d’impatto e dei regolamenti tecnici, per accompagnare anche le amministrazioni nazionali e locali e per ridurre le disparità di lunghezza e complessità delle procedure tra gli Stati membri.

Di questi temi se ne parlerà nel webinar “The role of Net-Zero Academies in developing renewable energy skills” che si svolgerà il 12 giugno (orario: 14,30-16), nell’ambito di EUSEW 2024 (European Sustainable Energy Week), uno dei più grandi eventi annuali dedicati alle rinnovabili e all’efficienza energetica in Europa.

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