Ricette per superare il caos sociale, ambientale e climatico

Guerre e crescita delle spese militari sottraggono risorse a priorità ambientali e di equità sociale L'umanità ha bisogno invece di un “grande salto” di trasformazione economica, sociale e politica. Le idee e la visioni ci sono, ma siamo troppo distratti dal presente.

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Viviamo un periodo di turbolenze nelle società umane sul Pianeta: conflitti continui, guerre, crescita delle spese militari che sottraggono risorse a priorità ambientali e di equità sociale, crescita di visioni nazionaliste, egoistiche, populiste, antiscientifiche e crescita della diffusione di incredibili fake news e di fake truths.

Si tratta di situazioni che contrastano con la necessità di avviare un percorso di sostenibilità per il futuro dell’umanità.

Sembra incredibile l’ostinazione a perseguire un sistema economico basato sulla crescita materiale indefinita, che continua a deteriorare e trasformare i sistemi naturali, senza i quali non possiamo vivere e che continua a incrementare la disuguaglianza sociale. È l’opposto di ciò su cui oggi l’umanità intera dovrebbe essere impegnata.

Non a caso il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha organizzato un Summit sul futuro il prossimo settembre in occasione dell’Assemblea Generale ONU.

Come ha indicato il Club di Roma nel suo ultimo rapporto “Una Terra per tutti” (edizioni Ambiente), sul quale è basata un’ampia iniziativa internazionale di mobilitazione, l’umanità ha bisogno di un vero e proprio Giant Leap, cioè di un “grande salto” di trasformazione economica, sociale e politica, per affrontare in maniera sistematica i temi riguardanti il cambiamento degli attuali sistemi energetico e alimentare, dell’eliminazione della povertà e della disuguaglianza sociale, della promozione dell’uguaglianza di genere e, soprattutto la trasformazione di un sistema economico dalla Growth Economy alla Wellbeing Economy.

Il mondo si dovrebbe mobilitare per strutturare e attuare un vero e proprio Piano B rispetto al nostro dominante sistema di sviluppo, l’attuale Piano A che sta provocando disastri ambientali e sociali enormi.

In particolare, l’impatto sulla situazione dei sistemi naturali del nostro Pianeta ci sta conducendo verso i possibili superamenti di punti critici, oltre i quali diventa quasi impossibile per l’umanità porvi rimedio.

Non a caso, nella collana “Connessioni” che curo per le Edizioni Ambiente, è stata ristampata l’ultima versione del volume “Piano B. Mobilitarsi per il futuro” scritto nel 2009 da Lester Brown, che quest’anno a marzo ha compiuto 90 anni, uno straordinario pioniere delle analisi e delle proposte per realizzare società umane sostenibili, capace di un approccio e uno stile personale distintivo che hanno contraddistinto ogni sua pubblicazione e caratterizzato ciascuno dei due importanti istituti di ricerca che ha fondato: Worldwatch Institute e Earth Policy Institute.

Un autentico e affascinante approccio di “visione d’insieme” e di “visione a lungo termine”, caratteristiche ormai molto carenti nelle prassi quotidiane del mondo politico-economico dominante, sempre più legato, come constatiamo quotidianamente, all’attenzione del “qui e ora”, ai like sui social e alle continue scadenze elettorali.

L’articolo è stato pubblicato sul n. 3/2024 della rivista bimestrale QualEnergia, con il titolo “Oltre i limiti” (disponibile in versione completa pdf per gli abbonati PRO)

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