Ricarica delle auto elettriche, l’Europa si avvicina agli obiettivi Afir

I target del regolamento Ue sono stati in parte raggiunti e in alcuni casi superati, ma ci sono ancora ritardi nella diffusione delle colonnine veloci ogni 60 km lungo le autostrade, secondo le rilevazioni Transport & Environment.

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La diffusione dei punti di ricarica accessibili al pubblico a livello Ue per i veicoli elettrici leggeri (auto e furgoni) si avvicina agli obiettivi fissati dal regolamento Afir 2023/1804 e in alcuni casi li ha già superati, anche in Italia. Tuttavia, si registra ancora un ritardo nell’installazione delle colonnine ogni 60 km sulle autostrade.

È quanto emerge dalle rilevazioni pubblicate il 20 luglio dall’organizzazione indipendente Transport & Environment (TE).

Quali sono gli obiettivi del regolamento Afir

Gli obiettivi distance-based (ossia basati sulla distanza) previsti per ciascuno Stato membro dall’articolo 3 del regolamento Afir (Alternative Fuels Infrastructure Regulation), quanto alle infrastrutture di ricarica pubblica, sono i seguenti:

  • entro il 31 dicembre 2025, lungo la rete stradale centrale TEN-T (costituita in buona parte da autostrade e corridoi strategici) dovrà essere installato ogni 60 km un gruppo di stazioni di ricarica con una potenza complessiva di uscita pari almeno a 400 kW e con almeno un singolo punto di ricarica di potenza non inferiore a 150 kW;
  • entro il 31 dicembre 2027 ogni gruppo di stazioni dovrà fornire una potenza di uscita di almeno 600 kW e comprendere almeno due punti di ricarica da 150 kW.

Quanto alla rete globale TEN-T (che comprende anche strade statali e arterie regionali), entro il 31 dicembre 2027 dovrà essere installato ogni 60 km, su almeno il 50% della lunghezza della rete stradale complessiva, un gruppo di stazioni di ricarica con una potenza di uscita pari a 300 kW e con almeno un punto di ricarica di potenza non inferiore a 150 kW.

Gli obiettivi da raggiungere entro il 31 dicembre 2030 e 2035, sempre sulla rete globale TEN-T, prevedono rispettivamente una potenza complessiva minima di 300 kW e 600 kW per ciascun gruppo di stazioni di ricarica sull’intera lunghezza della rete stradale. Ogni gruppo dovrà avere almeno un punto da 150 kW entro il 2030 e due punti da 150 kW entro il 2035.

Lo stesso art. 3 prevede anche degli obiettivi fleet-based (ossia basati sulla diffusione dei veicoli elettrici).

Alla fine di ogni anno, a decorrere dal 2024, in ogni Stato membro dovrà essere fornita, tramite stazioni di ricarica pubbliche, una potenza di uscita totale pari almeno a:

  • 1,3 kW per ogni veicolo elettrico immatricolato;
  • 0,8 kW per ogni veicolo ibrido plug-in immatricolato.

La situazione nell’Ue e in Italia

Riguardo alla potenza cumulativa della ricarica pubblica in rapporto alle auto elettriche circolanti, evidenzia TE, tutti gli Stati membri alla fine di marzo 2026 hanno raggiunto gli obiettivi stabiliti dall’Afir, con l’eccezione di Malta.

Nel complesso, l’Unione europea supera del 180% il requisito previsto e l’Italia addirittura del 240%.

Riguardo, invece, alle norme sulla diffusione delle stazioni di ricarica in rapporto alla distanza tra di esse, a giugno 2026 il 79% delle principali arterie stradali era dotato di colonnine ogni 60 km. La mappa sotto mostra le tratte conformi agli obiettivi Afir 2025 (in verde) e quelle non conformi (in arancione). Queste ultime si trovano soprattutto in Europa orientale, Spagna e Italia meridionale.

Sulla rete globale TEN-T, prosegue l’analisi, 20 Stati membri avevano già soddisfatto, con un anno e mezzo di anticipo, gli obiettivi fissati per il 2027.

L’Italia ha conseguito l’89% del target Afir per il 2025 in termini di distanza tra punti di ricarica. Inoltre, ha già centrato gli obiettivi 2027 sulle arterie statali e regionali e raggiunto il 58% di quanto previsto per il 2030.

Come ha spiegato Andrea Boraschi, direttore di TE Italia, “oggi chi guida un’auto elettrica non deve fare molta strada per trovare una colonnina pubblica”, anche se restano “alcune sfide importanti, come migliorare la facilità d’uso delle colonnine di ricarica e una maggiore trasparenza dei prezzi” (si veda anche L’auto elettrica verso il Plug and Charge. Ma il presente è un’altra storia).

Secondo i dati di Motus-E aggiornati al 31 marzo 2026, risultano installati in Italia 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, di cui 68.153 attivi. In dodici mesi sono stati aggiunti oltre 12 mila punti, 5.600 stazioni e 4.800 location.

Il mix resta dominato dalla corrente alternata standard, pari al 67,6% del totale, ma cresce il peso della ricarica in corrente continua: i punti DC rappresentano circa il 29,1% della rete (20,3% di tipo “fast” sotto 150 kW e 8,9% ad altissima potenza da 150 kW in su).

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