Il mese di aprile ha segnato un importante passo avanti nel mercato delle auto elettriche: sono state immatricolate 13.087 vetture full electric, quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2025 (+97,1%), con una quota di mercato salita all’8,4% (dal 4,7% di aprile 2025).
Secondo un’analisi di Motus-E sono state “determinanti” le consegne delle auto acquistate con gli incentivi messi a disposizione lo scorso ottobre e andati esauriti in un solo giorno.
Parallelamente, il Gse ha aggiornato gli elenchi dei dispositivi di ricarica dei veicoli elettrici in luoghi non accessibili al pubblico, nell’ambito della sperimentazione Arera che consente di aumentare gratuitamente la potenza delle utenze private sfruttando la maggiore disponibilità di potenza prelevabile nelle fasce orarie notturne e festive.
I dati sul mercato automotive italiano
In generale, il mercato italiano delle auto elettriche sta attraversando un periodo positivo, facendo registrare numeri in crescita per il decimo mese consecutivo.
Nel primo quadrimestre 2026 le auto elettriche registrate nel Paese sono state 50.924, in aumento del 71,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una market share del 7,9% (era il 5,1% nel periodo gennaio-aprile 2025). Al 30 aprile, il parco circolante elettrico in Italia risulta composto da 409.277 auto.
Complessivamente, considerando tutte le alimentazioni, il mercato nazionale ha rilevato nel mese un progresso dei volumi dell’11,2% rispetto all’aprile 2025, con 155.358 immatricolazioni totali.
Come fa notare Anfia, inoltre, le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni di aprile decrescono del 6,5%, scendendo a 110,3 g/km rispetto a quelle di aprile 2025.
Allargando l’analisi agli altri grandi Paesi europei, gli ultimi dati disponibili, relativi a marzo 2026, indicano che la quota di mercato delle elettriche si è attestata al 28,5% in Francia, al 24,1% in Germania, al 9,2% in Spagna e al 22,6% nel Regno Unito. Nello stesso mese, la market share in Italia era dell’8,7%.
“Il recupero dell’Italia sulle immatricolazioni elettriche è un segnale positivo, ma per avvicinarci concretamente al gruppo di testa dell’Europa serve un piano d’azione circostanziato”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, notando che “i risultati degli altri principali mercati europei sono frutto di una strategia organica e coerente, che vede in campo incentivi chiari in grado di aiutare famiglie e imprese a orientarsi verso la mobilità elettrica”.
Proprio in merito agli incentivi, Unrae sottolinea anche il tema rimborsi dei contributi Mase, data la significativa esposizione finanziaria sostenuta dai concessionari. L’associazione fa sapere di star “intensificando” le interlocuzioni con le strutture ministeriali per assicurare certezza agli operatori coinvolti e accelerare i tempi di rimborso.
L’Associazione pone anche l’accento sulle tensioni accese dalle recenti dichiarazioni di Donald Trump circa l’aumento al 25% dei dazi sull’automotive europeo. “In un contesto globale complesso – si legge in una nota – ribadiamo la necessità di stabilità, apertura e regole condivise, senza chiusure o logiche di contrapposizione, ritenendo che la competitività si difenda con investimenti, visione industriale e cooperazione, non con dazi e barriere che, nel medio periodo, finiscono per penalizzare imprese e consumatori”.
Aggiornati gli elenchi dei punti di ricarica privati
Come accennato, il Gse ha aggiornato il 5 maggio gli elenchi dei dispositivi di ricarica dei veicoli elettrici in luoghi non accessibili al pubblico.
L’iniziativa di Arera promuove la ricarica “intelligente” dei veicoli elettrici in modo compatibile con le caratteristiche delle reti elettriche esistenti, sfruttando le potenzialità dei contatori elettronici e dei dispositivi di ricarica più avanzati, in grado di regolare la velocità di erogazione sulla base di comandi forniti da attori esterni (ad esempio dal distributore locale, previa autorizzazione del cliente), oppure in modo automatico.
Ricordiamo che possono accedere alla sperimentazione sia clienti domestici che non domestici in bassa tensione. La potenza impegnata deve essere non inferiore a 2 kW e non superiore a 4,5 kW.
I documenti (allegati in basso) riportano i dispositivi idonei e sono suddivisi tra:
- dispositivi provvisti di Gestione Dinamica del Carico (GDC), che permettono di regolare la potenza di ricarica sulla base di quella disponibile, e residua, al punto di prelievo;
- dispositivi che ne sono privi (NO GDC).
I criteri sperimentali prevedono la possibilità di ricaricare l’auto elettrica avendo la disponibilità di una potenza pari a circa 6 kW di notte e nei giorni festivi, senza dover chiedere un aumento di potenza al proprio fornitore di energia elettrica e, quindi, senza dover sostenere costi fissi aggiuntivi.
Lo scontro sul calcolo delle emissioni
Sullo sfondo resta intanto il braccio di ferro tra l’associazione dei costruttori auto europei (Acea) e la Commissione europea per annacquare ancora di più gli obiettivi sulle emissioni dei veicoli (si veda Emissioni auto, i costruttori sul piede di guerra contro la Ue).
L’esecutivo comunitario ha proposto che ciascun fabbricante debba rispettare i propri obblighi di riduzione nel periodo 2030-2032, riguardo ai nuovi veicoli immatricolati, calcolando la media delle emissioni di CO2 sull’intero triennio. In questo modo, potrà bilanciare eventuali emissioni annue in eccesso riducendole di più negli anni successivi.
L’Acea vorrebbe estendere il calcolo su un periodo più lungo, di 5 anni (2028-2032), per rendere ancora più flessibili le scelte produttive.
Ma le richieste, se accolte da Bruxelles, potrebbero costare fino a 74 miliardi di euro aggiuntivi per le importazioni di petrolio nel periodo 2026-2035, secondo stime dell’organizzazione indipendente Transport & Environment (TE).
Come abbiamo più volte scritto, l’Italia è sempre stata in prima linea a spingere in questa direzione, puntando verso una maggiore diffusione di soluzioni alternative come biocombustibili e carburanti sintetici di origine rinnovabile (i cosiddetti “e-fuel“), nonostante alcuni recenti test ne abbiano evidenziato la scarsa convenienza.


























