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Impianti fotovoltaici residenziali: nuovi approcci per progettisti e installatori

Gli impianti FV residenziali avranno potenze maggiori, l'orientamento sarà un problema marginale e verranno installati sempre più accumuli. Servirà però più competenza tecnica e aggiornamento.

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Il 2020 è stato un anno per molti versi da dimenticare. Ma il fotovoltaico e le energie rinnovabili in generale sono stati spesso un’oasi di ottimismo e di crescita, continuando a generare entrate per molte aziende del settore.

La tendenza positiva dovrebbe continuare nel 2021, grazie anche all’avvento del telelavoro da casa, ad un clima incentivante favorevole e alla sempre maggiore domanda di energia a basso costo.

Sono queste alcune delle previsioni che Barry Cinnamon, amministratore delegato della società di installazione Cinnamon Energy Systems della California, ha fatto a Green Tech Media, e che QualEnergia.it ha selezionato, poiché potrebbero fornire degli spunti di riflessione anche per l’Italia.

Qualunque orientamento degli impianti è buono

Il 2021 potrebbe segnare l’inizio della fine di uno dei comandamenti del vangelo fotovoltaico, e cioè la regola secondo cui si debbano scegliere solo tetti orientati lungo l’arco sud, spingendosi, al massimo, verso le estremità est e ovest di tale arco.

L’efficienza dei moduli è infatti aumentata da circa il 13% a oltre il 20% negli ultimi venti anni. E assieme alla corrispondente riduzione di prezzo di 10 volte, ora è economicamente sensato installare i moduli su tutti gli orientamenti del tetto, purché non ombreggiati. I giorni in cui si ignoravano i tetti orientati verso l’arco nord potrebbero insomma essere finiti, secondo Cinnamon.

I sistemi fotovoltaici su tetto dovrebbero essere sovradimensionati

Molti proprietari di immobili installeranno nuovi apparecchi elettrici come pompe di calore, piani cottura a induzione, eccetera, quando i loro vecchi sistemi a gas si guastano, senza dimenticare l’auto a benzina o diesel parcheggiata in garage, per chi ce l’ha.

Poiché con l’elettrificazione dei consumi il fabbisogno di energia elettrica degli edifici tenderà inevitabilmente ad aumentare, sovradimensionare l’impianto FV rispetto alle esigenze attuali in vista dei consumi di domani sarà una saggia scelta progettuale per la maggior parte dei clienti, sempre che lo spazio sul tetto sia sufficiente (e qui può tornare utile anche la questione dell’orientamento).

Le competenze tecniche degli installatori aumenteranno

Le funzionalità aggiuntive e le opzioni di configurazione dei sistemi integrati fotovoltaici e di accumulo richiedono una preparazione tecnica maggiore rispetto al passato.

Sono finiti i giorni in cui gli installatori dovevano solo collegare dei fili neri, marroni e grigi per le fasi, e giallo-verde per la messa a terra, per far funzionare correttamente il sistema.

Gli installatori devono essere esperti nel cablaggio elettrico dell’edificio, nel cablaggio dati, nei vari protocolli di comunicazione wireless, nelle applicazioni per desktop e cellulari e nelle decine di possibili opzioni di configurazione di inverter, regolatori di carica e batterie. La formazione convenzionale dell’elettricista è solo un primo passo per gli installatori di impianti FV e degli accumuli.

Non va poi dimenticata la possibilità di installare o prevedere l’installazione di apparecchiature per la ricarica delle batterie delle auto elettriche.

Accumuli: servizio clienti e garanzie sempre più importanti

Da sempre, abbiamo imparato che le batterie durano poco. Le garanzie di 10 anni che ormai un po’ tutte le batterie dei sistemi di accumulo offrono hanno un valore strettamente correlato all’integrità finanziaria ed etica delle aziende che le promettono.

La massima “caveat emptor” è vera in generale, ma soprattutto per i sistemi di accumulo i consumatori dovranno stare attenti ad affidarsi ai produttori con un’esperienza lunga e consolidata di supporto ai loro prodotti.

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