Dietro il caro energia che continua a incombere sui Paesi Ue ci sono anche le responsabilità della Russia.

Il messaggio lanciato da Parigi da Fatih Birol, numero uno della Iea (International Energy Agency) è molto chiaro: “Riteniamo che ci siano forti elementi di tensione nei mercati europei del gas a causa del comportamento della Russia”, ha dichiarato Birol alla stampa.

Il direttore esecutivo della Iea ha sottolineato che i bassi flussi del gas da Mosca verso il nostro continente, coincidono con un aggravamento della crisi geopolitica in Ucraina tra Russia, che ha rafforzato la presenza delle sue truppe ai confini ucraini, e Paesi occidentali, a proposito di un possibile futuro ingresso di Kiev nella Nato.

Birol ha anche ricordato che negli ultimi mesi del 2021 Gazprom, il colosso statale russo del gas, ha ridotto del 25% su base annua le esportazioni di combustibile fossile verso il mercato europeo, nonostante la domanda elevata e i prezzi in aumento.

“Il deficit attuale di stoccaggi a livello Ue in gran parte è dovuto a Gazprom”, ha affermato, aggiungendo che Gazprom potrebbe aumentare le forniture di almeno un terzo, pari al 10% circa del consumo medio mensile europeo di metano.

Mosca ha sempre respinto tutte le accuse di comportamenti scorretti, affermando di aver onorato i suoi contratti di approvvigionamento con i Paesi Ue.

Secondo la Iea, invece, la Russia sta usando il gas come arma di pressione politica in diversi modi, in particolare limitando le vendite spot di combustibile e svuotando i suoi stoccaggi europei.